Sole gocciolante come un arancio spaccato nel mezzo, cielo da setosa pace capovolto sul mare fervente di bagliori, vento d’Africa che sussurra silenzi: tutti aspetti che cuociono sulla griglia/Sicilia, nelle storie raccontateci da Andrea Camilleri.
Oggi tutti lo conoscono televisivamente grazie alla riuscitissima serie interpretata da Luca Zingaretti, del Commissario Montalbano, ma al di là della rappresentazione cinematografica(se pur d’ottima fattura), esiste tutto un mondo da vivere attraverso le pagine dei suoi libri.
Il mio pensiero corre quindi anche oltre i testi che raccontano le vicende del famoso commissario e arrivo a pubblicazioni quali “Racconti quotidiani?(edito da Libreria dell’Orso), o il divertente(ma non solo) “Il birraio di Preston?(edito dalla Sellerio editore Palermo).
L’uno è una piccola raccolta da godere nelle ore calde all’ombra, veloce come una bibita fresca da consumarsi dopo aver fatto l’amore.
L’altro, l’ironico racconto di un fatto di cronaca sospeso tra il reale e l’immaginifico di vicende siciliane nella seconda metà dell’ottocento, un’immersione nei controsensi e nelle forzature di questa terra.
Tornando al primo, il titolo lo testimonia, vi troviamo ciò che probabilmente ci è capitato di vivere, si fa luce sulle cose che nel nostro quotidiano lasciamo in ombra a causa di ritmi accelerati. Nel leggerlo, sono certo, ci divertiremo nel riconoscerci nelle impressioni e situazioni raccontate dallo scrittore, nel vedere rispecchiata la nostra, nella realtà del racconto, nelle vicende Siciliane e, soprattutto, Italiane. La capacità di Camilleri risulta essere proprio questa: prendere spunto da un fatto di cronaca per costruirvi sopra una sinfonia di immaginazioni più o meno amare. Insomma come la realtà!
Il birraio di Preston è un importante successo di Camilleri svincolato dall’esperienza, per lo più contemporanea, di Montalbano.Vi si racconta l’inaugurazione di un Teatro per la città di Caltanissetta e la scelta dell’opera di Luigi Ricci (appunto “Il birraio di Preston?) per la prima rappresentazione da realizzarvi.
Intorno a questo piccolo “nodo? si sciolgono le matasse di un intreccio che vede per protagonista lo spirito siciliano, i suoi pregi e difetti, le sue fantasie, il tutto in modo divertente ed ironico per ridere anche di ciò che per sua natura non è risibile. Il tutto è vivamente comunicato attraverso l’uso del dialetto siciliano per i dialoghi di “maggior effetto?, caratteristica fondamentale che permette al lettore di entrare nel vivo delle vicende narrate, di sentirsi esso stesso parte recitante del testo.
Correndo lungo il legame Sicilia è doveroso ricordare le “atmosfere? che da questa terra vengono ad uno dei maggiori cantautori italiani: Franco Battiato.
Allora invito all’ascolto di pezzi come “Il cammino interminabile?(FerroBattuto), ?Stranizza d’amuri?(L’era del cinghiale bianco), Veni l’autunnu(Fisionomica), canzoni che presentano caratteristiche vicine a Camilleri innanzi tutto per l’adozione del dialetto siciliano, oltre alla caratteristica ricchezza musicale che contraddistingue Battiato.
Prepariamoci a goderci, con quanto consigliato, la “ bedda? Sicilia. Come lucertole al sole.

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