Forse Alessandro Gaucci, oggi, immaginava di trovare un clima più teso di quello che ha avuto di fronte. È vero, la tifoseria, domenica pomeriggio dopo la partita, ha mugugnato forse un po’ troppo. Forse qualche esponente della stampa ha esagerato con le critiche («Le accetto sempre se sono costruttive», ha dichiarato però Alex). A nostro parere, le incomprensioni di questi ultimi giorni sono dovute a due fattori. Il nervosismo che si è creato dopo il rigore fallito, giunto proprio al novantesimo: per fortuna o purtroppo, San Benedetto è una città calda, che magari si arrovella per episodi che, in altre piazze, non costituiscono materia di dibattito. Prendere o lasciare.

Il secondo fattore è dovuto alle difficoltà di comunicazione. La stampa locale, per fattori “superiori” e non imputabili a nessuno, non può riportare tranquillamente i pensieri, le idee e le spiegazioni della parte tecnica. Inoltre i massimi rappresentanti della società si trovano costantemente a Perugia («Non sono ubiquo», ha ricordato Alex Gaucci, «e ricordiamo che i destini di Perugia e Samb sono intrecciati»): siamo convinti che, se Alex Gaucci fosse stato a San Benedetto domenica pomeriggio, forse alcune voci veramente fantasiose che sono circolate nell’immediato dopopartita (l’accordo sul pareggio, ad esempio), lo avrebbero fatto sorridere più che allarmare, come, probabilmente, è avvenuto quando le ha ascoltate, riferite da altri.

Il primo problema di comunicazione, quello fra la parte tecnica e la stampa, crediamo che possa essere stato in parte smaltito o superato già in occasione della cena, organizzata da «Sambendettoggi – Mariner L’Espresso Rossoblù», mercoledì sera, al ristorante Valleverde. Molte divergenze infatti nascono non dalla meschinità, ma dalla mancata comunicazione (ripetiamo: per cause di forza maggiore). Ad esempio mercoledì sera Colantuono ha avuto modo di parlare a lungo con tutti i giornalisti che si occupano di Samb, e siamo convinti che occasioni come quella siano importanti sia per Colantuono sia per i giornalisti (da rimarcare che comunque non esistono fratture di sorta fra la stampa e la conduzione tecnica della squadra: e ci mancherebbe). Oggi, tra l’altro, Colantuono ha parlato per più di mezz’ora con alcuni rappresentanti dei tifosi (tra cui Peppe Pallesca e Giorgio Trionfi): crediamo che entrambe le parti ne escano rinfrancate.

Il secondo problema è quello fra la stampa (e i tifosi) e la società. Sappiamo che Luciano Gaucci chiama al telefono il tecnico e i calciatori anche più di una volta al giorno. Però oggi l’arrivo di Alex Gaucci è stato provvidenziale: la bolla di sapone delle polemiche, dei rancori e delle “voci” è scoppiata subito, perché, effettivamente, di poca cosa si trattava. Il sondaggio in corso su Sambenedettoggi.it lo dimostra: la maggior parte dei tifosi è soddisfatta del cammino della Samb. Per questo chiediamo ai Gaucci di essere comunque più presenti a San Benedetto, anche se per loro non è facile: fosse anche una volta al mese, questa presenza permetterebbe di chiarire incomprensioni che, faccia a faccia, vengono subito risolte (si veda oggi), altrimenti sono soltanto ingigantite dalla distanza.

Da parte nostra, ribadiamo un concetto già espresso nei giorni passati: andrà in Serie B non la squadra più forte tra le prime sei, ma quella che, fra queste, saprà soffrire di più. Questo è il momento di saper soffrire, per i calciatori come per i tifosi. Tra l’altro questa squadra, dopo i momenti nebulosi della vicenda Agnello, è stata ascoltata come testimone dei fatti dalla Guardia di Finanza. Insomma: non sono tutte rose e fiori.

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