«È un momento delicato ma, come squadra, staff e società abbiamo tutte le possibilità per venirne fuori». Esordisce così Alessandro Gaucci, nella sala stampa del Riviera delle Palme. Al suo fianco i dirigenti e collaboratori Claudio Molinari, Elio Giulivi, Italo Schiavi; di fronte, oltre alla stampa locale, anche circa centocinquanta tifosi «Credo che chiunque, all’inizio dell’estate, se avesse ipotizzato che a questo punto del campionato eravamo nei play-off con quattro punti di vantaggio sul Crotone, sarebbe stato soddisfatto. Dopotutto siamo una neopromossa in C1: quando eravamo a Perugia abbiamo impiegato tre anni ad essere promossi in B, durante i quali spendevamo molto di più di tutte le altre società».

Due sono stati i punti fermi ribaditi da Alex Gaucci: la volontà della famiglia Gaucci di continuare a raccogliere ottimi risultati con la Samb e la necessità di tenere l’ambiente compatto. «La famiglia Gaucci ha dimostrato con i fatti di volere il bene della Samb, e non tollero insinuazioni sul fatto che non è nostra intenzione non centrare obiettivi più prestigiosi. Se restiamo in C1, abbiamo una spesa di 5 miliardi da affrontare, mentre se la Samb va in Serie B c’è la possibilità che si autofinanzi. Perché dovremmo andare contro i nostri interessi? Restare in C1 è un suicidio per qualsiasi società. Riportare la Samb in Serie B dopo tanti anni, giocare il derby con l’Ascoli, questo è quello che vogliamo e che sognate. Mi rivolgo a voi», dice ai tifosi «che siete una delle più belle tifoserie d’Italia – ad esempio sono stato ad Empoli, domenica scorsa, e non c’è paragone – L’importante è che non si creino problemi tra di noi, dobbiamo essere uniti, compatti, senza inventare polemiche che fanno soltanto del male alla Samb». Il riferimento, più volte ripreso da Alex Gaucci, è alle fantasiose voci di combine fra Samb e Crotone nella partita di domenica scorsa. «Non ci venderemmo mai, figuratevi ad una nostra diretta concorrente!»

Il mercato di gennaio.

«Qualcuno dice che non ci siamo rinforzati. Forse dimentica che alla chiusura del mercato la Samb aveva la migliore difesa e il migliore attacco del girone; inoltre giocava a memoria: perché modificarla? Non è detto che calciatori nuovi possano migliorare una squadra, a volte, seppur bravi, peggiorano il rendimento e l’ambiente. Abbiamo fatto una riunione tecnica con Colantuono e Angellozzi e abbiamo valutato, per il bene della Samb, di lasciare le cose come stavano. Avevamo cinque attaccanti, e per alcuni c’era poco spazio. Si è pensato di cedere Sergi, perché qui giocava poco, e di chiamare Criniti che probabilmente può dare a questa squadra un’altra fisionomia (la Samb aveva comunque concluso per Ambrosi del Pisa, ma la doppietta realizzata dall’attaccante l’ultima domenica di mercato ha poi stoppato l’ipotesi di cessione da parte della società toscana, ndr). Però c’è chi dice che abbiamo portato Criniti a San Benedetto perché rotto, come se noi fossimo autolesionisti. Criniti fino alla domenica precedente il trasferimento aveva giocato con la Primavera del Perugia per recuperare la forma, nessuno di noi sapeva che aveva questo problema fisico: tra un mese sarà a disposizione per dare il suo contributo. L’obiettivo è sempre andare in B, direttamente o ai play-off, come ad inizio campionato. Invece qui osservo un clima di disfatta totale: non teniamo conto che nell’arco di una stagione ci può essere un calo? In più teniamo conto degli episodi: a Pescara meritavamo di stravincere, e potevamo farlo anche con Benevento e con il Crotone.»

Il momento della Samb.

«Oggi potevamo tranquillamente avere molti punti in più. Ma ci sono ancora trenta punti a disposizione, tutto è possibile: per il momento è importante consolidare il distacco dal Crotone, poi chissà, se si ottenesse un grosso risultato a Martinafranca…Oggi sono venuto per rassicurare tutti: anche se per come stavano andando le cose abbiamo creduto che questo campionato lo potevamo stravincere, grazie ad un gioco superiore a tutti, dobbiamo pur dire che sono stati espressi dei valori che potranno essere confermati e ripresi nel prosieguo del campionato. Credo che la sosta arrivi nel momento più opportuno. Riguardo al silenzio stampa di domenica scorsa, forse era una situazione momentanea: non abbiamo niente da nascondere».

Ancora sul rigore.

«I rigori si possono sbagliare, lo ha fatto anche Maradona! Comunque costruire teorie dopo l’errore è facile: io dico che Corradi, che si è preso la responsabilità di tirare un rigore al 91°, è da apprezzare per questo. Sarebbe stato più semplice, per lui, scaricare ad altri questa responsabilità».

I Gaucci più presenti a San Benedetto.

«Posso dire che negli ultimi due campionati, nonostante una nostra presenza non costante, abbiamo comunque vinto due campionati. Abbiamo altre due squadre da gestire, e io, purtroppo, non ho il dono dell’ubiquità. Inoltre ripeto che gli interessi della Samb sono legati al Perugia: in Serie A con le società gestite in un certo modo si possono far soldi. Inoltre ricordo che le persone che lavorano con noi, se abbiamo vinto due campionati, allora sono affidabili e corrette».

La Samb e gli arbitri.

«Nelle ultime partite anche gli arbitri non ci sono stati molto vicini. Noi ci siamo fatti sentire in Lega, abbiamo protestato verso il presidente di Serie C perché se le cose continueranno così ci faremo sentire ancora più forte».

La Samb e i Gaucci.

«Dopo la vicenda Agnello io sono tornato da Santo Domingo e ho ribadito un concetto importante: non c’è la volontà di cedere questa società a nessuno, staremo qui, io mi auguro per tanti anni ancora, fino a quando potremo raggiungere obiettivi importanti».

I Gaucci e Colantuono.

«Mio padre dice che Colantuono sarà il prossimo allenatore del Perugia? Questa eventualità si potrà verificare soltanto se Cosmi vorrà andarsene e se Colantuono farà veramente bene qui, ovvero porterà la Samb in B».

Al termine della conferenza stampa, Alex Gaucci si è trattenuto per parecchi minuti con i tifosi che gli hanno rivolto tantissime domande; dopodiché si è recato negli spogliatoi per parlare con la squadra.

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