Ogni tre buste di latte che acquistate al supermercato della vostra città, una contiene prodotto proveniente dall’estero. Ma sull’etichetta tutto ciò non si dice e così i consumatori marchigiani credono di comperare “made in Italy?. E’ quanto afferma la Coldiretti, nel sottolineare che nello Stivale sono state importati 1,6 miliardi di litri di latte destinati con il confezionamento e la trasformazione industriale a divenire miracolosamente “prodotti nostrani”, soprattutto latte ad uso alimentare ma anche formaggi e yogurt. Una situazione paradossale resa possibile dalle lacune legislative e dalla incomprensibile mancata operatività, a sette mesi dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale avvenuta il 10 luglio 2002, del Decreto del 27 giugno 2002 sull’?etichettatura del latte fresco? emanato dal Ministero delle Attività produttive di concerto con le Politiche Agricole che prevede appunto l’etichettatura di origine obbligatoria per il “latte crudo?. “Abbiamo commentato favorevolmente l’obbligo dell’etichettatura per frutta e verdura – commenta il presidente di Coldiretti Marche, Giannalberto Luzi -, ma non capiamo perché un provvedimento simile non si possa applicare anche al latte e a tutti i prodotti lattiero-caseari, affinché non sia più possibile sfruttare l’immagine delle zone tradizionali di allevamento, ingannare i consumatori e danneggiare gli imprenditori agricoli marchigiani con la presenza sul mercato di alimenti ottenuti con prodotti agricoli esteri non indicati in etichetta?.

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