Tre reti piene di rabbia, tre reti piene d’orgoglio, tre reti piene di riscatto. In questi tipi di sentimenti si possono legare le segnature realizzate dai ragazzi di Alesiani. Una settimana intensa, quella attraversata dal Porto d’Ascoli dopo la bruciante e pesante sconfitta subita a Folignano. Si era alla ricerca di carattere, di agonismo smarrito tra l’aria sferzante o magari tra i ciuffi verdi dei campi di gioco. L’Offida era l’occasione perfetta per rimediare. Si parte contratti, pochi spunti dall’una e dall’altra parte. La paura di sbagliare ancora, di mancare la vittoria è pressante come avere costantemente il fiato sul collo. Un episodio poteva sbloccare entrambi e così è stato. La squadra di mister Iobbi, riceve un generoso rigore al terzo minuto di recupero del primo tempo. Amabili non riesce a ripetere l’impresa di parare e Borraccini segna il vantaggio offidano. Tra le proteste locali si rientra negli spogliatoi. E chi lo sa cosa è successo in quei quindici minuti? Uno scatto d’ira stile Alex Ferguson (allenatore del Manchester United) con scarpe che volano sui cigli di qualcuno? O la pacatezza di Ancelotti (allenatore del Milan) capace di infondere rabbia agonistica ? Nessuno dei due ma il giusto per trasformare la sua squadra in uno squadrone. Una ripresa totalmente in mano ai padroni di casa, che spingevano sia sulle fasce sia al centro per agguantare il pareggio e innescare la marcia verso il successo. Un rigore, questa volta a favore del Porto d’Ascoli, ha scatenato la convincente rimonta. Brandimarte (si conferma l’uomo più in forma del momento) mette a segno il pareggio. Lo stesso numero nove in splendida rovesciata porta in vantaggio i bianco-celesti festeggiando alla Bobo Vieri (si è tolto la maglietta facendola roteare come il bomber nero-azzurro) tra gli abbracci dei suoi compagni. Gara finita? Niente affatto. Nannuzzi manda un messaggio di sfida al suo fratello-rivale Alessandro schiacciando in rete il terzo gol.

Si, perché i fratelli Nannuzzi si troveranno di fronte a contendersi i tre punti. Da una parte il Porto d’Ascoli che agguanta il quinto posto a tre lunghezze dal duo Cuprense-Due Emme.Vincere contro il Ripatransone sarebbe di grande euforia non solo dal punto di vista della classifica anche, e soprattutto, dal punto di vista mentale. Batterla significherebbe interrompere il loro ciclo positivo. Dall’altra il Ripa, una macchina incontenibile di gol, trentasette. Senza contare, poi, le dieci vittorie e un solo pareggio ottenute tra le mura domestiche. Nessuno ha ancora violato la porta della sconfitta, per tutti c’è una prima volta. E chissà se questa possa essere quella giusta?

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