“Tutto è precipitato in meno di 48 ore e siamo arrivati ad una situazione a dir poco drammatica ?, ha affermato l’assessore regionale Marcello Secchiaroli spiegando, ad un’assemblea convocata per discutere le iniziative da intraprendere, come è l’iter che ha portato alla proposta del Governo in cui si prevedono tagli alle spese sul sociale di circa il 55%. Una riunione , quella di oggi pomeriggio in Regione, a cui hanno risposto davvero numerosi, sia i rappresentanti istituzionali delle varie autonomie locali, le associazioni di volontariato, le cooperative sociali , le organizzazioni sindacali CGIL, CISL E UIL. Tutti d’accordo nel mobilitarsi con tempestività e forza, anche attraverso manifestazioni, consigli comunali aperti, ordini del giorno unitari tra Comuni, Province, fino all’invio di messaggi di posta elettronica al Ministero del Welfare. Per far sentire una voce unitaria contro un decreto che – come ha evidenziato Oriano Giovannelli, presidente della Lega della Autonomie, “è coerente con il disegno chiaro di smantellare lo Stato sociale in Italia, di ridurre ulteriormente il ruolo delle autonomie a vantaggio di interventi neocentralistici, di aumentare, invece, i divari sociali. Un passo indietro di dieci anni nella cultura del sociale. ? Al termine della riunione è stato approvato un documento unitario in cui si sottolinea “che i Comuni saranno costretti a ridurre le prestazioni nel caso in cui si confermino gli orientamenti del Governo ed è quindi inaccettabile la proposta del Ministero del Welfare che colpisce i soggetti più deboli. Si chiede pertanto di ripristinare il Fondo Sociale Nazionale nella misura del 2002, senza riduzioni.?
“Poco prima dell’approvazione della Finanziaria sembrava che tutto restasse come previsto – ha proseguito Secchiaroli- tanto che le Regioni hanno iscritto nei propri bilanci le stesse cifre dello scorso anno. Poi l’assurda proposta che assegnerebbe alle Regioni 350 milioni di euro per gestire servizi sociali che lo scorso anno sono stati garantiti con 771 milioni di euro. Non si può liquidare una questione che rimette in discussione il sistema del welfare, dicendo “ non ci sono soldi? , quando poi si trovano 800 milioni di euro per risanare i bilanci delle società sportive di serie A. Significa prendere in giro le persone, o non avere chiare le priorità. Il comune più piccolo delle Marche, Acquacanina , 130 abitanti, perderà 19 milioni…?
Fabio Sturani, sia in veste di sindaco di Ancona che di rappresentante dell’ANCI Marche- e, ha confermato il suo pieno appoggio alla Regione che coordinerà le azioni di dissenso a tali decisioni. “Comuni insieme alla Regione è già una notizia importante- ha scherzato Sturani, “ Ma in effetti non c’è da scherzare, io ho stentato a credere che fosse vero quando Secchiaroli mi ha comunicato a quanto ammontava la riduzione: il 55% annulla qualsiasi capacità di programmazione. Problema grave sia per i metodi usati, sia nei rapporti istituzionali che ledono la pari dignità sancita dal Titolo V. “
Sono intervenuti tra gli altri, il presidente dell’UNCEM Marche, Maria Assunta Paci che ha affermato come “ in passato dalla Finanziaria si avevano almeno certezze su quanti fondi era possibile fare affidamento, ora non più. Una situazione che si prospetta al di sotto di livelli accettabili per la gestione di servizi. Una battaglia che riguarda tutti e che tutti dobbiamo fare, è una questione di civiltà mobilitarsi per la solidarietà sociale.?
Franceschetti della CGIL ha dato l’adesione a qualsiasi iniziativa che difenda i diritti di cittadinanza, e ha chiesto alla Regione di rivedere le riduzioni di bilancio nella parte che riguarda il sociale. “ (ad’e)

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