Egr. Sig. Sindaco,
non so se ha avuto già modo di leggere la guida dedicata alle Marche, in
vendita da giovedì scorso con il quotidiano “Il Resto del Carlino” al prezzo
di euro 5,10. Se non lo ha fatto, si è evitato un attacco di bile. Eh sì,
perché sfogliando le belle pagine a colori avrebbe constatato che Lei non è
più il sindaco di Grottammare. E’ vero che mancano pochi mesi alla fine del
suo naturale mandato elettorale, ma Lei non è più il nostro sindaco perché
leggendo la guida… Grottammare non esiste!!!
Cominciamo da pag. 16: nel capitolo dedicato alla “Storia”, si accenna
all’ingresso nelle Marche dell’esercito piemontese nel settembre 1860, dopo
la vittoria del generale Cialdini a Castelfidardo, e – di seguito –
dell’annessione al regno d’Italia. Ma della firma per questa annessione tra
il re Vittorio Emanuele II e la deputazione partenopea avvenuta presso il
nostro palazzo Laureati non v’è traccia.
Proseguiamo: a pag. 49, nell’articolo dedicato alle feste religiose
inserito nel capitolo “Folclore Costumi e Tradizioni”, la “Sagra Giubilare”
non sanno nemmeno cosa sia. E pensare che noi eravamo convinti di avere una
festa unica e… famosa! Ma forse circa 1000 anni di vita sono ancora pochi.
Andiamo avanti: sulla piantina pubblicata a pag.103, a commento
dell’articolo dedicato alla costa nel capitolo “Itinerari”, il nome della
nostra città non compare proprio. Non solo: due pagine dopo si viene a
scoprire che la vicina Cupra Marittima (“rinomato centro turistico”) si
distende tra il torrente Menocchia e il fiume Tesino; dopodiché si inizia a
parlare di San Benedetto del Tronto. Quindi metà della nostra città è
diventata proprietà di Cupra Marittima. Non è dato sapere, invece, se la
zona compresa tra il fiume Tesino e il fosso Sgariglia è stata annessa alla
municipalità sambenedettese o ha ottenuto lo stato di zona franca.
Per concludere: la prima volta che Grottammare viene nominata è a pag.
189, quindi verso la fine, nel capitolo “Guida ai Comuni”, dove scopriamo
che è un centro balneare con tradizioni enogastronomiche. Qui vi si può
leggere: “In dialetto ‘le grotte’, il luogo è ricordato nei documenti sia al
singolare che al plurale. E’ probabile che si riferisse ad una grotta
naturale in cui si rifugiò una delle prime famiglie arrivate nei pressi ed
intorno alla quale ne furono scavate altre”. Vuoi vedere che San Giuseppe e
la Madonna…
A parte gli scherzi, non è il caso che in qualità di primo cittadino si
faccia sentire – a nome di tutta Grottammare – presso i promotori della
suddetta guida per il trattamento così approssimativo riservato alla nostra
città?

Con cordialità
Michele Rossi

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