Qualche giorno dopo Samb-Avellino (1-1) parlai amichevolmente con Massimiliano Manni. La Samb era a dieci punti dalla prima in classifica, accumulati in dodici incontri. Secondo me la Samb aveva le carte in regola per puntare al primo posto. Manni non negava, eppure disse: «Il problema è che stiamo giocando troppo bene, ma abbiamo perso diversi punti per episodi sfortunati. Che succederà quando giocheremo meno bene?».

Manni è un giocatore esperto, ha già vinto due campionati di C1 e la sa lunga: nell’arco di un campionato, ci sono momenti come quello che sta attraversando adesso la Samb; vengono attutiti se, quando gira bene, si fanno i punti di dovere. Dopo la partita di Avellino, ci sono stati almeno altri tre incontri sfortunati (Pescara, Benevento e Crotone): la Samb avrebbe bisogno di una benedizione. La vetta, poco fa a portata di mano, è a sette punti; il Crotone resta a galla per i play-off.

Però ieri, nel dopo-partita, c’era troppo nervosismo. Passi il temporaneo silenzio-stampa, anche se forse questa decisione ha ulteriormente riscaldato l’ambiente. Troppi battibecchi in sala stampa e fuori, poche riflessioni pacate: Colantuono che bisticcia con il collega Bergamaschi de il Resto del Carlino, il focoso Delvecchio che fa altrettanto con un giornalista sambenedettese che da tempo lavora in Romagna…Fuori, intanto, i tifosi che ti facevano domande fantasiose, su un presunto accordo tra Samb e Crotone per il pareggio (a beneficio di chi?), su un altro accordo tra Corradi e Dei in occasione del rigore sbagliato.

Calma, calma, registriamoci un po’ tutti. I sambenedettesi sono stati da sempre tifosi caldissimi, capace di accendersi subito, nel bene e nel male: i fischi di ieri ci stanno, e anche qualche contestazione individuale nei confronti del tecnico o della società (siamo in democrazia). Quando si sbaglia un rigore al 90°, che cosa si pretende?

Un bagno di umiltà collettivo, testa bassa e lavorare in vista della trasferta di Martina, che potrà dare risposte importantissime. I tecnici e i giocatori dovranno valutare serenamente il loro momento, chi è in forma (strepitoso Taccucci, bravo Soncin) e chi meno. I tifosi, ne siamo convinti, saranno numerosissimi a Martina e non abbandoneranno questo gruppo. La società dovrebbe cominciare ad usare anche un po’ di bastone e carota; non crediamo che questa squadra sia diventata improvvisamente di brocchi, anche se il precario stato di forma di alcuni giocatori determinanti fino a poco fa (valgano i casi di Fanesi e Teodorani), rende la pausa di domenica prossima una panacea per questa squadra. Si ricordi anche che la Samb è Delvecchio-dipendente: quando Gennaro gioca male (vedi contro il Teramo) o non c’è (ieri), tutti fanno più fatica.

Riguardo a Criniti, c’è la remota possibilità che il calciatore debba operarsi. Ieri il dott. Capriotti della Samb non sembrava propenso a questa ipotesi, evitabile forse dal punto di vista medico ma anche perché, in caso di operazione, Criniti non giocherebbe più per quest’anno. L’ultima parola spetterà al suo medico personale, dott. Cerulli.

Non resta che restare uniti, perché, primo posto o play-off (che non sono uno scandalo!), la Samb deve e può puntare alla Serie B.

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