GIUDIZIO ALLENATORI SAMB: 6.

Dice bene il ds Angellozzi a fine partita: «Gli allenatori della Samb erano considerati fenomeni fino a due settimane fa, per i risultati che hanno conseguito sul campo». Nessuno mette in discussione la guida tecnica della Samb, soltanto sarebbero opportuni alcuni correttivi in situazioni come quella del secondo tempo, già vissute dalla Samb in altre situazioni (si pensi ai catenacci visti al Riviera delle Palme da parte di Lanciano e Vis Pesaro). C’è poco da fare: quando gli avversari si difendono in nove, la squadra, in mancanza di un fantasista, non sfonda, perché il gioco sulle fasce viene bloccato. Non è un caso che la rete sia arrivata da una percussione centrale, cosa rara quest’anno. Oggi ci saremmo aspettati di vedere inserito Kanjengele (o anche zacchei), come soluzione esterna, lasciando Soncin in mezzo al campo. Quando le squadre si chiudono a riccio, serve il giocatore capace di saltare l’uomo, anche a costo di scoprirsi un po’. A meno che il pareggio odierno non sia considerato un risultato da buttare via (d’altronde è il Crotone che insegue).

Come rimediare? Innanzitutto con un periodo di tregua mentale, grazie alla sosta del campionato, che elimini la stanchezza che comincia ad affiorare in troppi giocatori. Poi con la consapevolezza che la sfida di Martina potrà dirci se la Samb potrà aspirare al primo posto o se sarà meglio calibrare le energie per i play-off, senza disperarsi e senza creare inutili tensioni.

I tifosi di San Benedetto esigono sempre il massimo, bisognerà valutare qual è, attualmente, il massimo che può dare questa squadra.

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