Persona timida e silenziosa, così si è manifestato in questo anno e mezzo di militanza in maglia bianco-celeste. Danilo De Angelis, sembrava avere tali caratteristiche. Tuttavia i vecchi detti non sbagliano mai e se uno dice che l’apparenza inganna bisogna crederci. Il difensore del Porto d’Ascoli ha sorpreso tutti, la sua sensibilità spesso nascosta è la qualità che lo rappresenta meglio. Quell’aria sorniona, gli occhi sognatori la sanno lunga sul percorso della vita. Parole profonde, inconsuete per un ragazzo di soli ventidue anni. Eppure Danilo è così. Frasi prive di arzigogolismi o troppo pesanti, la semplicità la fa da padrone. Una semplicità ricercata e per certi versi poetica che fa riflettere se stesso e chi ha davanti. In campo tutta questa filosofia di linguaggio non c’è. Il pallone trasforma De Angelis in uomo combattivo. La sua testa ‘dura’ è pronta a sventare le offensive aree degli avversari e la sua possente fisicità è decisa a contrastare le ‘avance’ dei rivali.
Tre aggettivi per descriverti.
Sensibile, lunatico e sognatore.
Il Riviera Samb è stata la squadra in cui militavi un anno e mezzo fa, prima del tuo arrivo al Porto d’Ascoli. In quella stagione avevate lottato per i posti alti della classifica. E’ più facile giocare, nel tuo ruolo, quando le cose vanno bene o quando vanno male?
In tutti i ruoli è più facile giocare quando le cose vanno bene.
In difesa ti trovi meglio con la coppia Trionfi-Grannò o Nannuzzi-Pizi?
Dal punto di vista personale mi trovo bene con chi può guardarmi negli occhi. Dal punto di vista calcistico non ho preferenze.
Sembra essere tornato il mal di trasferta. Quattro sconfitte, sedici reti subite contro le dieci realizzate.
Sarò molto breve ma conciso. Per far risultato in trasferta occorre personalità e carattere, caratteristiche che in pochi casi abbiamo mostrato.
Sbaglio se considero il Porto d’Ascoli una squadra a due facce?
Il Porto d’Ascoli può vincere tranquillamente con le prime in classifica e può perdere altrettanto con l’ultima. Credo che questo riassuma tutto.
La sconfitta in casa della Folignanese ha evidenziato un evidente calo psicologico del reparto arretrato nonostante foste passati in vantaggio. La causa?
In quella partita in particolare, dopo il gol, probabilmente eravamo gia sicuri di vincere e tutto ciò ha portato ad un calo mentale.
Due mesi cruciali da affrontare. Come vi preparerete non tanto fisicamente quanto mentalmente?
Certe caratteristiche mentali purtroppo non si possono allenare. Comunque cercheremo di fare del nostro meglio.
Chi ti fa più paura tra le squadre che sono sotto e quelle che sono sopra?
Rispetto per tutti e paura per nessuno.
Play-off vicini o lontani?
Vicini.
Ottimista o pessimista?
Dipende dalle circostanze.
Ultrà o tifoso?
Ultrà ne cuore e tifoso nella mente.
Sogno nel cassetto?
Continuare ad essere vivo dentro. Tante persone dentro sono morte o mai nate.

A cura di Ilenia Virgili

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