Uno, dieci, cento, mille e più drappi coi sette colori dell’arcobaleno e in mezzo la scritta “PACE? o la traduzione inglese “PEACE? attaccati alle ringhiere dei balconi o alle finestre delle case anche dei marchigiani, in un continuo crescendo a testimonianza di un sentimento collettivo, dettato dalla vocazione pacifica e dialogante dei nostri concittadini.
Un sentimento tanto più vivo in questi giorni in cui si teme lo scoppio di una guerra ed alla vigilia di una manifestazione nazionale, a Roma, per la pace che si preannuncia grandiosa.
Interpretando i sentimenti dei propri cittadini, numerose amministrazioni comunali, con voto del Consiglio Comunale o con decisione della Giunta Comunale, hanno deciso di esporre il drappo con i colori della pace all’interno ed all’esterno degli edifici pubblici.
Una decisione che ha spinto la Presidenza del Consiglio dei Ministri a diramare alle varie Prefetture una nota con la quale di fatto si invitano i Prefetti ad intervenire chiedendo ai Sindaci di togliere quei drappi con i colori dell’arcobaleno dagli edifici pubblici.
In caso di diniego polizia e carabinieri sono tenuti a riferire all’autorità giudiziaria.
Un comportamento, quello del Governo, che la Lega delle Autonomie Locali Marche ritiene inaccettabile e che contraddice un principio universale e fondamentale, quello della PACE, sancito dalla Costituzione repubblicana e nega l’autonoma determinazione delle Comunità Locali.
Legautonomie Marche, nell’invitare il Governo a ritirare la propria nota, esprime la propria solidarietà a tutti quei Sindaci che sono stati invitati a rimuovere la bandiera della pace dagli edifici pubblici.
La bandiera della Pace è un simbolo di cui non bisogna avere paura qualsiasi opinione sia abbia, è una speranza per un futuro di pace per i popoli e il mondo.
Auspica che sempre più alto e forte sia l’impegno di tutti per evitare la guerra.

Roberto Piccinini
Direttore

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