Un corso d’acqua che si snoda tra i Comuni di Acquaviva, Ripatransone e San Benedetto, in estate quasi sempre privo d’acqua.Non sono leggende metropolitane quelle che narrano però di una San Benedetto in ginocchio in autunno e a primavera, dopo solo poche ore di pioggia, in occasione delle sue piene improvvise.

Il Torrente Albula, che chiunque abbia una certa età o chiunque abbia avuto tra le mani foto d’epoca ricordano, con salici, tamerici, pinete lungo i suoi argini e prati e margherite lungo il suo letto, venne in passato stravolto dall’Amministrazione Comunale, che progettò e realizzò quello che ora tutti possono vedere: un’opera di alta ingegneria idraulica? Neanche per sogno. Si sono evitate altre piene distruttive, questo è vero, ma abbiamo altresì guadagnato una bruttura prodotta ad alto costo ed ora difficile da trasformare.

Negli anni scorsi sono stati molti e reiterati i tentativi di ingentilire questa oscena opera, con i “Murales dell’Amicizia”, per esempio, realizzati da ragazzi artisti portatori di handicap.Ogni nuova Amministrazione, nel suo programma elettorale, ha provato ad ipotizzare rimedi, e più di una ha ipotizzato la totale copertura del torrente, proponendo le destinazioni d’uso più disparate dell’area creata in superficie: parcheggi e negozi, mercati, parcheggi e verde, etc.; a tal fine, fu persino indetto un concorso pubblico con aggiudicazione del primo e secondo premio, che non ebbe esito.

Come un bubbone destinato ad esplodere in concomitanza di cambi di governo cittadino o di varianti al piano regolatore, oggi più che mai, con la prevista variante a PRG, ci viene riproposta sui giornali la volontà dell’Amministrazione Comunale di procedere alla verifica di questa eventualità, con la ripetuta domanda: copertura o no?

A tal proposito, ci domandiamo come mai, dopo il confronto con il nostro Comitato di Quartiere Albula Centro voluto dal Sindaco alla presenza dell’Architetto Bellagamba e dell’Assessore Leo Sestri, nel quale ci si è trovati tutti d’accordo nell’abbandonare questa eventualità, ancora oggi si ci ponga questa domanda, anche alla luce di quanto esposto nel Dlgs. legato al Testo Unico sulle acque che decreta che i corsi d’acqua non possono essere occlusi in maniera tombale.

Il nostro Comitato di Quartiere ritiene fondamentali per la messa in sicurezza dell’intero bacino le opere di progetto a monte del torrente, così come la sua manutenzione, definite dal Consorzio Idrico e finanziate dallo Stato con quasi 3 milioni di Euro, mentre è contrario ad ogni ipotesi di copertura totale del torrente, e ritiene l’idea ventilata di aggiungere parcheggi a balconata in corrispondenza del tratto centrale (dal ponte di via Toscana a quello di via Piemonte), di esclusiva utilità dei commercianti e non dei residenti.

Questi ultimi, infatti, già sopportano elevati livelli di inquinamento atmosferico ed acustico, che subirebbero un notevole aumento. Inoltre, i nuovi parcheggi creati, comunque insufficienti, vista la crescita esponenziale del parco automobilistico, attirerebbero verso un centro storico già oltremodo oberato, un numero sempre maggiore di auto, con conseguente maggiore difficoltà per la gestione della mobilità interna alla città.

Infine, la progettazione, realizzazione e manutenzione dell’infrastruttura, così come proposta nel Piano Idea del prof. Bellagamba, richiederebbe investimenti economici molto elevati. Come potrebbero essere procurate adeguate fonti di finanziamento senza ricorrere alle tasche dei cittadini?

Tutto ciò, in un periodo in cui la tendenza urbanistica in atto é sempre più orientata verso la chiusura dei centri storici ai non residenti e l’ubicazione di zone destinate a parcheggio in aree attigue.

A volte, voler trasformare ad ogni costo situazioni problematiche in nuovi spazi, porta a forzare continuamente i limiti. L’utopia è fondamentale, ma sganciata dall’arroganza.

Cordialmente.

Il Presidente

Antonino Armata

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