Due settimane fa, prima di Samb-Teramo, la squadra abruzzese e tutti i media che di lei si interessano hanno costantemente criticato le decisioni dell’arbitro Carlucci di Molfetta, reo di aver favorito il Pescara nella sfida di una settimana prima.

Al Riviera delle Palme, poi, ricordiamo il fallo di mani di Biso, che l’arbitro Giannoccaro scambiò per un tocco di petto, e il fallo netto da rigore su Soncin, non giudicato tale. La Samb scelse un atteggiamento di stile: «Il Teramo ha vinto con merito», dichiararono tecnici e giocatori, giustamente.

Due settimane prima, a Pescara, l’arbitro Paolo Mazzoleni di Bergamo aveva rischiato di compromettere la partita: duro fallo da dietro di Sbrizzo su Soncin e niente cartellino giallo (il secondo); due falli da dietro di Corradi e doppio giallo.

A Benevento altre decisioni strane dell’arbitro Carlucci di Molfetta, in occasione di Benevento-Samb: un rigore dubbio fischiato contro la Samb (e sono sette, pochi dei quali evidentissimi, ma tutti fischiati). E tre ammoniti alla Samb, una delle squadre più corrette del campionato, contro zero del Benevento.

Il Crotone, sfidante di domenica prossima, si sta lamentando giornalmente per le decisioni di Carlucci di Molfetta in Crotone-Torres (1-1). Qualche rimostranza potrebbe anche partire dal presidente Vrenna, ma già l’allenatore De Rosa, domenica scorsa, ha dichiarato: « L’arbitro ci ha tolto qualcosa, è chiaro che il Crotone non è considerato alla pari delle altri grandi».

Toccherà al signor Cenni di Imola, coadiuvato dagli assistenti Puggina e Schiavo di Padova, domenica prossima, tenere diritto il giudizio e non dare adito a recriminazioni che, a questo punto, potrebbero risultare incandescenti.

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