L’atto, proposto dall’assessore alla sanità Augusto Melappioni, persegue una migliore utilizzazione e distribuzione dei servizi e delle strutture nel territorio marchigiano.
Prima di giungere a nuove autorizzazioni i Commissari delle Aziende ospedaliere dovranno dimostrare di avere garantito la massima utilizzazione delle attrezzature esistenti.
La deliberazione mira a favorire lo svolgimento, presso gli ospedali pubblici, degli accertamenti diagnostici in maniera continuativa, con l’obiettivo della copertura del servizio nei sette giorni della settimana.
I criteri di priorità per l’accesso alle prestazioni diagnostiche e terapeutiche e sui tempi massimi di attesa sono quelli stabiliti dalla Conferenza Stato-Regioni: appropriatezza ed urgenza, responsabilizzazione dei medici prescrittori al fine di ottimizzare il rapporto fra domanda e offerta, responsabilizzazione dei direttori generali, attivazione dei sistemi di monitoraggio, attribuzione di forme di incentivazione alle èquipe sanitarie, prestazioni libero-professionali espletate dai dipendenti nei confronti dell’Azienda e eventuale ricorso a contratti a termine o di “service? con ambulatori o studi professionali.
Il provvedimento stabilisce che il rilascio dell’autorizzazione da parte dei Comuni alla realizzazione di strutture ambulatoriali, pubbliche e private, di diagnostica strumentale e per immagini dovrà avvenire dietro una dichiarazione di compatibilità con il fabbisogno rilasciata dalla Regione Marche. Tale pronunciamento sarà condizionato alla rilevazione costante, nel proprio bacino di utenza, per almeno sei mesi continuativi, di liste di attesa superiori al doppio del limite fissato secondo i parametri nazionali. La rilevazione va effettuata con riferimento alle prestazioni non urgenti le quali debbono, in ogni caso, essere soddisfatte nei tempi richiesti.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 105 volte, 1 oggi)