Le Marche non fanno (e, soprattutto, non devono fare) eccezione, come emerso nel corso dell’Assemblea regionale di Terranostra, svoltasi ad Ancona in vista del rinnovo delle cariche nazionale. Dopo l’approvazione della nuova legge, l’Associazione agrituristica e Coldiretti tornano così a sollecitare la Regione per migliorare ulteriormente uno strumento che ha segnato la definitiva uscita di scena dei “ristoranti camuffati?, in favore delle strutture “regolari?.
Innanzitutto, va discussa una seria politica di promozione. Forte di un territorio ricco di bellezze naturali ed artistiche, l’agriturismo marchigiano deve avere una vetrina adeguata. Serve, dunque, che operatori e Governo regionale si mettano attorno a un tavolo per evitare di vanificare il lavoro svolto sino ad oggi. Ma anche alcuni aspetti del nuovo regolamento vanno rivisti, per tutelare gli interessi delle imprese e dei consumatori. In primis, bisogna assicurare che la percentuale di prodotti trasformati e acquistati da altre aziende della regione sia effettivamente “made in Marche?. Ovvero che non siano fatti con materia prima “forestiera?. Poi vanno effettuati dei controlli seri, ogni 4-6 mesi, per verificare che le aziende rispettino il minimo del 35% dei cibi prodotti in casa. Infine, la questione della macellazione. Per chi deve servire piccole quantità di polli o conigli, è eccessivamente costoso ricorrere ogni volta alle varie strutture.
In tutto ciò, sarà basilare una piena sintonia e collaborazione tra gli assessorati all’Agricoltura, alla Sanità, all’Ambiente, al Turismo. Non sprechiamo questa occasione.

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