l giorno 31.01.2003 sono stati pubblicati sulla cronaca locale del “Il Resto del Carlino? e del “Corriere Adriatico? due articoli che riportavano alcune dichiarazioni del consigliere regionale Pietro d’Angelo circa presunte inadempienze della Provincia di Ascoli Piceno in materia di tutela ambientale e in particolare sul mancato rilascio da parte di questa Amministrazione Provinciale delle autorizzazioni allo scarico e alle emissioni della porcilaia in argomento.
Relativamente alle competenze della Provincia di Ascoli Piceno circa il rilascio delle autorizzazioni allo scarico di acque reflue in corpi idrici superficiali e sul suolo, e delle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera, si ritiene opportuno chiarire quanto segue:
– Innanzitutto le autorizzazioni di cui trattasi vengono rilasciate su richiesta dell’interessato, preventivamente alla realizzazione di uno scarico o di un camino, e in seguito a un’istruttoria tecnica-amministrativa da parte della Provincia e dell’ARPAM volta a verificare la conformità dello scarico, o delle emissioni, alla normativa vigente. La Provincia autorizza solo quegli scarichi, o quelle emissioni, che presentano le condizioni tecniche per rispettare i limiti di emissioni previste dalla normativa vigente. Si precisa che nel caso in esame la ditta interessata non ha richiesto alcuna autorizzazione alla Provincia.
Si rappresenta comunque che la porcilaia in argomento è stata oggetto di numerosi controlli da parte di questa Amministrazione Provinciale, nonché da parte del Corpo Forestale dello Stato, dell’ARPAM e dei carabinieri. Tali controlli hanno portato, tra l’altro, all’accertamento di diverse violazioni in materia di tutela delle acque, tra cui alcune penali debitamente segnalate all’autorità giudiziaria.

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