SAN BENEDETTO – L’accusa, rappresentata dal pubblico ministero Pierluigi Acciaccaferri, nei confronti di Sorab Rustoh Khurshed, irreperibile, è di “esercizio abusivo della professione e truffa”. L’indagine era partita dopo la segnalazione di un ascolano che ha raccontato di essere venuto a conoscenza della “dottoressa”, tramite un medico fisiatra di Roma.
Per curare i suoi malesseri aveva prescritto pasticche e manipolazioni di cui lei stessa si occupava. Le “medicine” erano state rinvenute insieme con del denaro, nel corso della perquisizione effettuata nell’abitazione
sambenedettese dell’indiana, dopo che il maresciallo dei Carabinieri di Porto d’Ascoli, fingendosi un paziente con problemi alla testa, si era fatto visitare. Ad avvalersi delle “prestazioni mediche” della donna, anche una sambenedettese che si è poi tolta la vita. A testimoniare
in aula due amiche della donna che hanno raccontato come la loro amica, si fosse affidata alle cure dell’indiana. Questa le prescriveva tisane e foglie d’insalata, da mangiare con tre chicchi di pepe. La donna si diceva soddisfatta della terapia prescritta, ed a nulla erano valse le loro insistenze per accompagnarla da un medico, visto l’eccessivo dimagrimento della stessa. Nella prossima udienza, fissata dal giudice Luigi Riganti per il 28 aprile, a testimoniare saranno il maresciallo dei Carabinieri ed il medico fisiatra di Roma.
Stefania Mezzina

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