“Sono state prese di recente, a livello regionale, alcune iniziative per la regolamentazione dei trasporti programmati che meritano alcuni chiarimenti.
Il Servizio sanitario regionale garantisce, come noto, tutto il sistema dei trasporti in urgenza attraverso una capillare rete di postazioni territoriali, coordinate dalle quattro Centrali Operative 118. Accanto a questo, il Servizio sanitario regionale si fa carico di un volume notevole di trasporti programmati, per recarsi presso le strutture sanitarie e per il ritorno a domicilio. Tali trasporti sono effettuati con modalità che meritano una specifica regolamentazione, visto la disomogeneità dei criteri di autorizzazione utilizzati nelle diverse Aziende e il ricorso non giustificato al trasporto in ambulanza, quando questo può essere garantito con mezzi di minor costo e di maggiore comodità, come pulmini e taxi sanitari.
A questo scopo il dipartimento Servizi alla Persona ed alla Comunità ha, in primo luogo, regolamentato il ricorso al trasporto in ambulanza, che è un trasporto che deve avere sempre motivazioni cliniche nelle condizioni del paziente e nella sua conseguente non trasportabilità con altri mezzi. Accanto al trasporto in ambulanza, il Servizio sanitario regionale continuerà a garantire (come sempre ha garantito, magari non con i mezzi più idonei) il trasporto programmato a tutti coloro che debbono effettuare trattamenti dialitici, trattamenti radioterapici o chemioterapici e che non hanno bisogno dell’ambulanza. Per questi pazienti è da molti anni previsto un rimborso chilometrico, nel caso di utilizzo di un mezzo proprio. Nell’eventualità che i pazienti non abbiano la possibilità di utilizzare un mezzo proprio, le Asl metteranno a disposizione altri mezzi, come i pulmini per disabili, pulmini normali o taxi sanitari. Nel caso che questi mezzi non fossero disponibili, si cercherà di utilizzare provvisoriamente ambulanze con tariffe concordate.
La copertura di questi trasporti verrà garantita dalle Asl che, in futuro, concorderanno, sulla base di specifici accordi stabiliti a livello regionale, l’eventuale coinvolgimento dei Servizi Sociali.
Questa organizzazione dei trasporti, già avviata in diverse Aziende, si avvarrà della integrazione tra i Distretti (responsabili della autorizzazione), i Servizi Sociali, le strutture ospedaliere interessate, il volontariato ed i fornitori del servizio di trasporto.
Ci si aspetta, da questa azione, il miglioramento del servizio e una razionalizzazione dei costi. Tale iniziativa è del tutto coerente con gli atti nazionali e regionali che regolamentano la problematica, che, al pari delle altre problematiche sociali e sanitarie che il sistema sta affrontando, richiede contemporaneamente di lavorare sul costante miglioramento della qualità del servizio e sull’uso appropriato delle risorse?.

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