L’udienza era stata fissata per permettere il confronto tra i vari periti, previsto per l’udienza del novembre 2002, ma rinviato per permettere a tutti i periti di prendere visione dei documenti necessari al confronto, successivi alle indagini preliminari. A confrontarsi, sino a tardo pomeriggio, gli ingegneri Aquilino, Barzilai e D’Andrea, nominati dal Giudice per le indagini preliminari, Vincenzo Marzialetti, scelto dal pubblico ministero Ettore Picardi, Pierluigi Zampini per la difesa. Il confronto non ha fatto altro che confermare le tesi di difesa ed accusa. Da una parte l’ingegner Marzialetti che sostiene che a causare l’esondazione sarebbero stati principalmente tre fattori: il restringimento della sezione del fiume, la poca resistenza degli argini alla piena, l’asportazione di ghiaia dal letto del Tronto. Dall’altra la difesa che l’addebita invece alla presenza di vegetazione e di manufatti realizzati da privati. Il perito Zampini, con l’ausilio di fotografie del novembre 2002, peraltro contestate dall’ingegner Barzilai perché “possono trarre in inganno”, a dimostrare l’inesistenza di argini in determinati punti del fiume e la presenza di manufatti.
Il giudice Riganti ha fissato la prossima udienza per il 31 gennaio.

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