L’unico ostacolo al momento è rappresentato da spostamenti piccoli o grandi che possono in un certo modo rompere l’equilibrio che, proprio perchè si chiama così, è sempre precario. La vicenda Agnello ha rappresentato il rischio massimo (almeno spero): in quel momento l’equilibrio poteva essere paragonato ad una Samb in bilico su un filo sottilissimo appeso tra due palazzi a 100 metri da terra. Da grande uomo di circo (nel senso migliore del significato, naturalmente) l’equilibrista Luciano Gaucci, dopo aver fatto rizzare i capelli ai tifosi che guardavano attoniti da terra, ha raggiunto indenne l’altro palazzo e chiesto scusa se qualche tifoso aveva rischiato l’infarto.
Un ostacolo, seppur molto minore, è rappresentato dal trasferimento a Colantuono a Perugia con grave conseguente rischio di caduta per la mongolfiera rossoblù, privata della zavorra. Altro pericolo (pare) evitato per il momento. A proposito grazie tante a coloro che, via internet, hanno apprezzato e condiviso il mio parere (Colantuono-non-si-tocca!) sullo specifico argomento.
Dicevo: la Samb ha dimostrato di avere tutto per arrivare prima. Lo dicono non le chiacchiere ma i dati e i fatti con l’eccezione di quel Samb-Pescara che ancora grida vendetta (naturalmente sportiva, chi pensa ad altro non può considerarsi un tifoso) e l’occasione è ormai distante soltanto sette giorni.
I fatti appunto: il Martina, attuale capolista, è stato battuto nettamente in questo stadio con un rotondo 3-0.
Il Teramo non ha mai perso ma con la Samb ha rischiato più che in tutte le altre gare: ha avuto bisogno di un gol rocambolesco al 91’ per mantenere l’imbattibilità casalinga.
Il Crotone è stato battuto con merito a casa suo per 3 a 2, dopo che era passato in vantaggio su rigore.
Un Avellino caricatissimo avrebbe meritato di perdere al Riviera delle Palme, anche se nell’occasione arbitro e squadra rossoblù fecero di tutto per ‘favorire’ il pareggio.
Se i conti tornano, se la ‘rosa’ rossoblù è formata da giocatori anche intelligenti (forti lo sono sicuramente), il risultato finale non può essere che quello preventivato dal sottoscritto ma anche da molti altri sportivi, tifosi rossoblù e non.
Possiamo quindi cominciare a gioire per l’auspicato ritorno in quel campionato cadetto dove, avendovi militato per ben 21 anni, la formazione rossoblù può essere considerata una veterana (negli ultimi 50 anni il maggior numero di campionati la Samb li ha disputati proprio in serie B)?
Assolutamente no, il più difficile sta per arrivare ed è costituito dal girone di ritorno che dovrà confermare se… fu vera gloria quella serie di partite strepitose che hanno fatto tornare il grande pubblico al “Riviera delle Palme?. E’ proprio questo il terzo grande ostacolo: se più o meno grande dei primi due lo dirà il campo che, come sempre, sarà giudice implacabile nella definizione dei veri valori.
E’ estremamente importante comincia da questa gara con il Sora che ha poco da perdere e se succedesse anche il suo allenatore (l’ex Di Pucchio) non sarebbe tanto dispiaciuto, considerato che la sua permanenza in rossoblù coincise con una delle migliori Samb di tutti i tempi: Eravamo in C1 e la serie B non arrivò per sfortuna che, in quel torneo, aveva la… giacchetta nera.

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