Che fine farà la Sentina? Se lo chiedono da tempo i cittadini sambenedettesi, che assistono impotenti al progressivo ed inesorabile degrado del lembo di terra che ancora oggi viene impietosamente definito “oasi naturalistica del Piceno”. Di ipotesi per il futuro dell’area verde ne sono state fatte tante, ma nessuna di queste è mai divenuta realtà.

Ora, però, con la presentazione del Piano Idea, primo passo per la redazione definitiva del nuovo PRG, si è aperto un piccolo spiraglio. Il documento programmatico preparato dal prof. Bellagamba svela, infatti, i primi dettagli del complesso progetto che dovrà finalmente portare a compimento il sistema di riqualificazione strutturale dell’oasi verde, attraverso la realizzazione di ambiziosi obiettivi: rinaturalizzazione della fascia dunale e retrodunale e della fascia ripariale posta lungo il fiume Tronto, riqualificazione della foce del fiume, collocazione di aree ad uso ricreativo pubblico, realizzazione di un albergo all’esterno dell’area naturalistica, individuazione di manufatti destinati a ricettività alberghiera, riqualificazione dell’edilizia rurale di pregio, collegamento dell’area della Sentina, attraverso percorsi pedonali, con l’argine del Tronto e con il complesso sportivo o ricreativo (ippodromo, parco giochi) che verrà istituito a monte della Sentina.

La scheda progetto prevede tre ambiti principali d’intervento: area a completa valenza naturalistica, area naturale a valenza sportiva (dove sorgeranno un campo da golf, un centro per attività ippiche e un campo da calcio), area per attrezzatura alberghiera. La prima è collocata in corrispondenza della fascia retrodunale lungo il Tronto, la seconda e la terza sono poste a ridosso dell’abitato di Porto d’Ascoli.

Valutazioni? A prima vista, si delinea in modo chiaro il filo conduttore degli interventi predisposti dal prof. Bellagamba: il progetto Sentina è un sapiente ‘mix’ tra riqualificazione ambientale (vedi la rinaturalizzazione della fascia dunale e retrodunale) e cementificazione ‘controllata’ (vedi la struttura alberghiera “di particolare qualità” individuata nel Piano Idea), un ‘pot pourri’ destinato ad accontentare o tutti o nessuno.

E gli schieramenti politici cosa ne pensano? Per la verità, da destra e sinistra non giungono segnali confortanti: l’Ulivo fa scena muta per protestare contro il (presunto) delirio d’onnipotenza della maggioranza che, dal canto suo, fatica a trovare un indirizzo comune sul Piano Regolatore (non è una novità). Alle corte: dibattito sulla Sentina non pervenuto.

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