Il 3 di febbraio la Samb riceve il San Marino al Riviera delle Palme. È una gara da ultima spiaggia per entrambe: chi perde non riuscirà più a recuperare il distacco dalle prime cinque. E la Samb riesce nell’impresa. Beruatto cambia ancora modulo, tornando al 4-4-2, con Cacciatori e Soncin di punta, e soprattutto la difesa, fino ad allora a tre, ne beneficia. Segna Soncin al 35°, poi Morelli raddoppia con un gol indimenticabile: sulla linea del fallo laterale, a dieci metri dal fondo, tenta un tiro che vale il 2-0 (Tedeschi accorcerà per il San Marino a tempo scaduto). Al termine di quella gara la Samb è settima in classifica, a sei punti dalla quinta posizione, ma con una gara da recuperare. Mercoledì 6 febbraio infatti i rossoblù si recano a Teramo.

C’è molta attesa per questa gara, che potrebbe riaprire il campionato dei rossoblù. Beruatto sente la pressione della tifoseria e sa di giocarsi molte opportunità. Il giorno prima della partita, dopo l’allenamento, parla con i giornalisti. Luca Bassotti del Corriere Adriatico si dice convinto che la Samb schiererà nuovamente i due “piccoli”, Soncin e Cacciatori (il migliore in campo contro il San Marino), con Sergi in panchina. Beruatto dice di aver già deciso, ma non si espone.

Il giorno dopo la Samb scende in campo con la coppia Soncin-Cacciatori. Per l’occasione Colantuono torna in difesa vengono schierati dal primo minuto i nuovi acquisti Bonura e De Amicis, arrivati in settimana. La Samb però sbanda sulle incursioni di Myrtaj, che al 12° dà il là alla rete di De Angelis: 1-0. Dopo dieci minuti l’arbitro Bergonzi (che farà carriera…), su segnalazione del guardalinee, espelle Colantuono: anche le immagini televisive non chiariscono il motivo. La Samb sembra persa, ma incredibilmente recupera su calcio d’angolo, grazie ad un’inzuccata di Pellegrini: e 1-1 sul campo dell’imbattibile capolista! Il primo tempo finisce con il Teramo all’attacco ma poco pericoloso.

Nella ripresa tutti si aspettano che Beruatto rinforzi il centrocampo, visto che la Samb è in dieci e mantiene le due punte: invece il mister inserisce Sergi e lascia la zona centrale in balia di Biso e compagni. Si scatena Myrtaj che in sei minuti, al 52° e al 58°, segna una doppietta.

Beruatto viene confermato nonostante tutto l’ambiente sportivo ne reclami l’esonero. Per il mister piemontese non sono giorni facili: la Samb si allena al Riviera delle Palme e i tifosi lo contestano in continuazione. Anche il d.s. Angellozzi viene criticato, nonostante nel mercato di gennaio siano arrivati Teodorani, Filippi, Spann, Brou, De Amicis, Bonura, Pilleddu. E che un certo Criniti sia stato reintegrato alla rosa.

Totò torna al Riviera delle Palme il 1° febbraio. «Devo riconquistare la fiducia dei tifosi», dice. Ha paura di essere contestato. Gli dico che negli ultimi giorni molti tifosi chiedevano di lui. Fuori dallo stadio viene bene accolto, ma successivamente non mancheranno, per lui, i fischi.

Il 10 febbraio la Samb va a Thiene, gioca la migliore gara in trasferta della gestione Beruatto, coglie due pali ma perde 1-0 (Perugini al 7°), nell’unica occasione concessa agli avversari. In serata la società esonera Beruatto e il martedì successivo viene presentato, quale nuovo allenatore, mister Enrico Nicolini, fino alla domenica precedente aiutante di Mazzone a Brescia.

Nicolini non viene accolto benissimo dai numerosi tifosi presenti, che gli rinfacciano il suo ‘passato’ ascolano. Un tifoso addirittura interrompe l’allenamento della squadra, urlando: «Ma come c… si fa a perde a Teramo?»
In realtà Nicolini non aveva le idee molto chiare. Per recuperare i nove punti di svantaggio dalla quinta posizione schiera un tridente strambo, con Soncin e De Silvestro all’ala, Sergi centrale. Contro il Faenza, ultimo in classifica, il 17 febbraio, la Samb gioca la sua peggior partita casalinga, ma gli va bene: pareggio. Il martedì successivo De Silvestro, al termine dell’allenamento, è sconsolato: «non ho mai visto un campionato così, non ce ne va bene mezza» dice.

E dunque si va a far visita in casa del Sud Tirol. A Bolzano Nicolini mischia ancora le carte, prova il 4-3-3 con Colantuono e Cottini in difesa e Pilleddu al posto di Sergi. Un disastro: 3-0, Colantuono che colleziona un’autorete, e una profonda vergogna per i trenta tifosi al seguito. Al termine della partita Nicolini si dimette. Si dice che nel corso dell’intervallo abbia offeso i giocatori, tacciandoli di avere pochi attributi. Lo spogliatoio sembra spaccato, la società in crisi, la dirigenza in rotta.

Alessandro Gaucci chiede consiglio e poi decide di affidare la squadra a Colantuono e a Schiavi. «Samb: addio play-off, occhio ai play-out!», scrive L’Espresso Rossoblù. In effetti la quint’ultima è ad otto punti, mentre la quinta in classifica è dieci punti sopra alla Samb.

Colantuono prende la guida della Samb che torna in ritiro in Umbria. «Dobbiamo essere tutti uniti in questo momento, non prometto nulla, soltanto che i giocatori avranno la maglietta bagnata di sudore al termine della partita».

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