La giunta di domani discuterà il riordino del piano sanitario e provvederà a fare una pre-adozione del documento che verrà portato alla discussione sia della Conferenza delle autonomie locali che del Comitato Economico e Sociale-CES.
Dopo questa fase la giunta voterà il documento per poi trasmetterlo al Consiglio regionale.
Questo il “cammino? che il presidente Vito D’Ambrosio ha illustrato a conclusione della riunione del Tavolo di concertazione sui temi della Sanità, presente la giunta regionale e le rappresentanze sociali, economiche e delle autonomie locali.
D’Ambrosio ha precisato che la riunione di questa mattina è stata utile perchè tutti gli attori hanno potuto confrontare le loro posizioni e la giunta ha avuto il polso della situazione, prima di domani. Il presidente ha sottolineato che nella sanità “ gli interessi sono spesso divaricati e difficili da comporre?, ma che la necessaria “ ricerca di consenso? non può significare la paralisi perchè sarebbe un danno per i cittadini e per l’attività della giunta, che si deve occupare anche di altri argomenti. Comunque- ha detto- l’esecutivo continuerà a lavorare per migliorare la proposta.
All’inizio della riunione il presidente della Lega delle Autonomie locali e sindaco di Fano, Cesare Carnaroli ha reso noto un documento concordato da ANCI, UPI, UNCEM che tenta “una mediazione tra le posizioni distanti, registrate sulle proposte della giunta? , nell’intento di dare un contributo costruttivo.
Carnaroli ha espresso una sostanziale condivisione del modello organizzativo e del piano di riordino sanitario, che deve liberare risorse per rafforzare l’elemento della prevenzione , indicando una gradualità nel percorso da seguire.
Cinque i punti. La struttura che dovrà accentrare alcuni servizi, l’ASUR, sarà pienamente operante nel primo semestre del 2004. I distretti sanitari devono passare da 36 a 24, coincidendo con gli ambiti sociali. La funzione delle chirurgie degli ospedali di polo potrà essere mantenuta e dovranno essere le conferenze dei sindaci a fare le scelte ?dentro la compatibilità economica dell’intera funzione ospedaliera per ciascun presidio.? Il piano fisserà i criteri per la riduzione delle unità operative. E’ necessario stilare un codice di garanzie sindacali.
Nel dibattito non sono mancate le adesioni al documento, ma anche i distinguo e le conferme di posizioni critiche all’operato della giunta.
In particolare CGIl e CISL hanno ribadito le loro posizioni.
Gianni Venturi ( CGIL) ha richiamato l’accordo del febbraio 2001 che aveva comportato la revoca di uno sciopero già conclamato “perchè pensavamo si attivasse un percorso, dopo una manovra fiscale pesante, che non avevamo condiviso.? E ha elencato i punti di divergenza: i conti economici, la funzione ospedaliera va riequilibrata per dare spazio alla prevenzione, il modello organizzativo. C’è poi la questione dei ticket: le Regioni leader non li hanno e dove ci sono, i benefici sono irrilevanti.
Giovanni Serpilli (CISL) ha espresso un giudizio non positivo perchè ai “punti di criticità del sistema?, individuati nel documento della giunta non sono state date soluzioni o sono insufficienti e questo inficia la tenuta stessa del documento?; inoltre mancano le due centralità indispensabili, quelle dei bisogni e delle persone.
Graziano Fioretti (UIL) , ha invece espresso un giudizio sostanzialmente positivo e ha detto di avere simpatia per la ASL unica, precisando comunque che bisogna accogliere una logica di gradualità pur non allungando i tempi delle decisioni.
Molti altri gli interventi. Il sindaco di Macerata Giorgio Meschini ha precisato che gli organismi dell’ANCI si devono comunque riunire prima di esprimere una valutazione finale. Sia Carlo Lucarelli (Confindustria) che Emilio Berionni (CNA) hanno auspicato una soluzione rapida e chiara della giunta, per poter fare passi in avanti. Giorgio Cippitelli (Confartigianato) si è detto deluso perchè il documento “non indica le scelte che devono essere fatte?. Così pure Giuseppe Mariotti, per la Confagricoltura, che ha anche criticato il fatto di aver ricevuto il documento in ritardo. Mentre Paolo Perazzoli ( Confesercenti) ha detto di ritenere utile la piattaforma delle Autonomie e che da quella occorre partire.
Non sono mancati riferimenti espliciti ai ticket. Per Carlo Lucarelli comportano un risparmio e hanno sopratutto un potere deterrente, che può ridurre il deficit fino al 10 %. Per Roberto Piccinini (Lega delle Autonomie) non vanno esclusi in maniera aprioristica, ma ci si può ricorrere se “ l’opera di razionalizzazione dei conti pubblici non dovesse bastare?. Oriano Giacomi (UNCEM) ha detto che è una strada da tenere in considerazione, altre Regioni lo hanno fatto (“comunque bisogna considerare le zone interne che sono più svantaggiate?) . Ma sui ticket D’Ambrosio è stato fermo: “ per noi non è un problema all’ordine del giorno?. (e.r.)

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