La verifica del lavoro fatto per il progetto di internazionalizzazione per il settore “stampi? è stata l’occasione di un ulteriore incontro con gli operatori del settore, ieri a Jesi.
Sono oltre 143 le aziende di stampi nella provincia di Ancona, un settore che occupa più di 2.200 addetti, con un fatturato che si aggira intorno ai 194 milioni di euro.
Il progetto ha preso l’avvio da una ricerca finanziata dalla Regione e coordinata dalla Meccano. Il vice-presidente Gian Mario Spacca, che ha introdotto i lavori, ha sottolineato l’esigenza di una maggiore coesione tra le imprese per presentarsi con più forza su un mercato dove la competizione è particolarmente accesa.
Dopo il primo incontro di fine di settembre, è stato svolto un lavoro in diverse direzioni, di cui si sono stati illustrati i risultati. In particolare si è valutata una penetrazione commerciale negli Stati Uniti, un confronto con la realtà spagnola nel corso di una missione a Barcellona e un osservatorio permanente in grado di monitorare l’evoluzione del settore.
Per quest’ultima finalità, si opererà via web all’interno del sito Meccano, fornendo una fotografia precisa degli operatori del distretto, svolgendo una funzione promozionale dello stesso sia in Italia che all’estero. Sarà possibile anche fare acquisti congiunti, oltre che scambiarsi informazioni.
La missione a Barcellona è stata particolarmente interessante per le opportunità che hanno avuto le imprese marchigiane di incontrare imprese locali, conoscere il lavoro di un centro servizi, che opera da quasi 15 anni per gli stampisti catalani, oltre alla visita di una fiera di rilievo internazionale.
Nel distretto della provincia di Ancona vengono prodotti per lo più stampi per la plastica (69%) e per il metallo (22%), destinati soprattutto ai settori degli elettrodomestici e casalinghi in generale (il 55% dei clienti), ma anche del mobile e calzatura.
Il settore fornisce per l’80% ditte locali e si inserisce bene nel panorama nazionale, che vede l’Italia giocare un ruolo fondamentale in ambito internazionale, con un terzo della produzione destinata al mercato estero, mentre occupa il quarto posto in termini di produzione, dopo USA, Giappone e Germania. (e.r.)

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