Questa è una potente immagine biblica evocata dal Santo Padre Giovanni Paolo II nel corso dell’udienza generale. Sul tema della pace, domenica mattina nella Messa delle ore 11.00 presso la Chiesa Gran Madre di Dio (quartiere Ischia I), invitate tutte le autorità locali, verrà donata al parroco padre Agostino Maiolini, l’opera del maestro Angelo Sfirro dal titolo: La pace dall’alba della resurrezione il messaggio di pace di Cristo, dalla speranza alla realtà?. L’opera realizzata con una mole di lavoro di alcuni mesi, rappresenta con tutti i suoi particolari l’amore verso Cristo. Naturalmente il Comitato di Quartiere è orgoglioso di presentare la scultura dell’artista, commentandone la bravura e il talento naturale che nascono dall’amore verso l’arte. Angelo Sfirro, nasce a Rignano Garganico il 26-2-35, felicemente sposato con due figli, pensionato dalla Guardia di Finanza, oggi trascorre parte del suo tempo nella sua “bottegola?. Questa passione incominciò quando avevo 10 anni – commenta Sfirro – facevo il pastorello, trascorrevo il tempo intagliando pezzettini di legno, oggi questo amore è talmente cresciuto che addirittura “ci parlo con il legno!?. La sua opera guardandola attentamente è fatta di continue sorprese, di emozioni in emozioni. Riesce a dare sensazioni, ma soprattutto quel modo particolare di scolpire un pezzo di ulivo, trasformandolo in un opera d’arte.
E’ un dono che tutti i cittadini riescono a beneficiare, perché tutti hanno compreso il valore artistico e culturale dell’opera. Questo patrimonio culturale che riesce a trasmettere, non deve mai essere disperso, perché le sue mani prodigiose “devono“ sempre sopravvivere.
marco mozzoni

NOTIZIE IN BREVE

Sono passati quasi cento anni per poter riascoltare le note del pregiato organo Fedeli, custodito presso la chiesa di Santa Lucia (paese alto), in occasione della festa della Santa, giorno e luogo di nascita di Papa Sisto V. L’immenso lavoro di restauro è stato effettuato dall’organaro, Barthelemi Formentelli ed ha richiesto parecchi anni di lavoro. Realizzato nel lontano 1752 da Francesco Fedeli della Rocchetta è l’unico organo realizzato per una località costiera da parte dell’artista ed ancora oggi è uno dei più antichi delle Marche. Il restauro costato circa 77.000 euro, è stato possibile grazie all’impegno di don Giorgio Carini e ai fondi della Conferenza Episcopale Italiana, della Provincia, della Regione ed infine del Comune.

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