La situazione critica del piccolo commercio ‘accende’ il Consiglio comunale. Le problematiche della piccola distribuzione e la concorrenza indotta dalle attività operanti nel vicino Abruzzo sono state oggetto di un confronto serrato tra le forze politiche nel corso della seduta consiliare di ieri sera. La discussione si è sviluppata, in particolare, sulla delibera che fissa gli indirizzi per disciplinare le chiusure domenicali e festive durante l’anno. Il capogruppo DS Gaspari, dopo aver criticato la nuova legge regionale in materia, ha sottolineato che la delibera proposta non tiene conto di quanto sta avvenendo nel vicino Abruzzo, dove le attività commerciali, in base alla normativa regionale, posso restare sempre aperte 10 mesi su 12.

Per Gaspari sarebbe opportuno seguire l’esempio di altri comuni marchigiani, in primis Loreto, che hanno chiesto un cambiamento della legge. Nel frattempo si può rimediare alla penalizzazione concordando con Ascoli e gli altri comuni della Vallata del Tronto diversi periodi di deroga all’obbligo di chiusura. In tal modo la clientela picena troverebbe negozi sempre aperti nella propria realtà, evitando di portare denaro in Abruzzo. Secondo Giudici (FI) la proposta del capogruppo DS non incontrerebbe il favore dei piccoli commercianti che, a differenza dei grandi centri, non possono agire sulle turnazioni del personale per garantire aperture festive tutto l’anno, mentre l’assessore Lorenzetti ha ricordato che la delibera in esame è stata preceduta da consultazioni con il Comuni della Vallata, Ascoli compresa, e con le associazioni di categoria. Al voto, la minoranza si è astenuta (solo il capogruppo Sdi Nino Capriotti, presidente della Confesercenti, ha votato a favore)

Sulla delibera di assestamento del bilancio l’opposizione ha espresso, invece, voto contrario. Le critiche, mosse da Gaspari e dal collega di partito Franceschini, si sono appuntate sullo storno di trasferimenti alle scuole per finanziare un progetto sperimentale di animazione durante la pausa per il pranzo che prenderà il via con il nuovo anno. Per i DS (che hanno anche denunciato come l’invito a discutere del nuovo servizio sia giunto alle famiglie prima che la delibera fosse esaminata dal Consiglio), ci sono forti dubbi sulla bontà dell’iniziativa, nulla si sa dell’associazione che la realizzerà e, inoltrem, saranno sicuramente sottratti 36.000 euro per l’attività didattica. L’assessore al bilancio Vignoli ha replicato ricordando che il progetto porterà ad una razionalizzazione delle spese e ad un risparmio sia per il Comune sia per le scuole: a queste ultime sarà assegnato in servizi il valore di ciò che verrà stornato.

Nel merito del progetto è entrato l’assessore alla scuola Gabriella Ceneri che ha ricordato come il tema sia stato discusso nella competente commissione consiliare (confortata in questo dall’intervento del presidente della commissione cultura Bianconi). L’assessore ha spiegato che il progetto, concordato con le scuole, migliora le condizioni di vita dei bambini a scuola e, nello stesso tempo, recupera i docenti per le competenze istituzionali loro assegnate. Iniziative analoghe sono da tempo attivate, con grande successo, in tante realtà del Nord Italia. Inoltre, ha concluso Ceneri, la somma indicata in bilancio copre solo in parte il costo del servizio, il resto serve a ripagare le spese sostenute dalle scuole per servizi di mensa che il Comune non è riuscito a garantire.

In sede di dichiarazione di voto, il capogruppo DS Gaspari ha ricordato che, anche se una norma innovatrice è prevista nella prossima finanziaria, ad oggi non è consentito esternalizzare servizi scolastici come quelli legati alla somministrazione dei pasti, poiché sono ancora di competenza del personale di ruolo.

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