L’Ufficio avrà sede nei locali della Regione e diventerà il punto di riferimento per i giovani che vogliono svolgere il servizio alternativo a quello militare, che dal 2005 non sarà più obbligatorio.

Sarà presto istituito nelle Marche un Ufficio regionale per il Servizio Civile, l’attività cioè che i giovani di entrambi i sessi, fra i 18 e i 28 anni, possono volontariamente svolgere per 12 mesi, in alternativa al servizio militare. Lo prevede un protocollo di intesa, firmato questa mattina dal presidente della giunta regionale Vito D’Ambrosio e dal direttore dell’Ufficio Nazionale Servizio Civile, Massimo Palombi.
Gli effetti saranno tangibili a livello pratico: i giovani marchigiani che hanno già optato per l’obiezione di coscienza e quindi per lo svolgimento del servizio civile sostitutivo di quello militare, avranno un unico punto di riferimento per le procedure burocratiche, senza doversi spostare in vari uffici.
La Regione Marche metterà a disposizione strutture informatiche- per lo sviluppo di un sistema di monitoraggio finalizzato al censimento degli enti e della loro capacità progettuale e operativa – e i locali dove avrà fisicamente sede l’Ufficio che farà capo al Servizi Sociali, in collaborazione con il Servizio regionale di Protezione civile.
La dotazione di personale sarà invece garantita dall’Ufficio nazionale, che si è impegnato anche a realizzare un collegamento informatico con la sede regionale e a sostenere i progetti relativi al servizio civile.
Il presidente D’Ambrosio, nel ricordare che le Marche sono la quarta regione italiana a firmare questo tipo di accordo, ha sottolineato il ruolo che ricoprirà questa struttura regionale: “ informare e sensibilizzare i giovani a partecipare ai progetti presentati dai vari enti, ma anche un nuovo strumento per valorizzare le risorse giovanili. Perché il servizio civile costituisce sicuramente una fase formativa fondamentale dell’essere cittadino del domani, pienamente partecipe della costruzione della società civile. “
“Con l’istituzione delle sedi periferiche nelle Regioni – ha detto il direttore dell’UNSC, Palombi- stiamo passando dalla fase sperimentale a quella applicativa, perché il futuro del servizio civile si basa e soprattutto si baserà dal 2005, data in cui la leva militare non sarà più obbligatoria, sulla capacità di attrattiva dei progetti presentati dai vari enti e ai quali i giovani dovranno aderire volontariamente.?
L’intesa prevede, infatti, che la Regione realizzi anche un sistema di informazione permanente sui progetti del servizio civile, presentati dagli enti pubblici e privati, che dia la massima visibilità a questa attività, promuovendo percorsi di formazione e aggiornamento. Contribuirà, inoltre, alla programmazione annuale del servizio civile sulla base delle esigenze che emergono sul territorio.
Il servizio civile è anche il frutto di una battaglia per l’acquisizione di diritti condotta dagli obiettori di coscienza ed è stato disciplinato dalla legge n 64 /2001, la stessa normativa che prevede la costituzione di un Ufficio Nazionale Servizio Civile e di sedi periferiche regionali. Come ha rimarcato Palombi, “9000 giovani in Italia stanno aspettando l’ammissione al servizio civile e il prossimo 31 gennaio scadranno i termini per la presentazione dei progetti? che possono riguardare la promozione della solidarietà sociale, la cooperazione internazionale, la tutela del patrimonio culturale e ambientale, le attività connesse alla protezione civile e in genere all’educazione civica. (ad’e)

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