“Coefore”, seconda parte dell’Orestea di Eschilo, una delle opere più note della drammaturgia antica, va in scena al teatro Calabresi martedì 10 dicembre (inizio alle ore 21,15) nel cartellone teatrale in abbonamento realizzato da Comune e Amat.

La traduzione che il regista Antonio Calenda ha scelto per questa scelta messa in scena è quella, classica, di Manara Valgimigli. Interpretano i ruoli protagonisti Piera Degli Esposti, Daniela Giovanetti, Hossein Taheri (in sostituzione di Alessandro Preziosi nel ruolo di Oreste ), Osvaldo Ruggieri, Giorgio Lanza, Giampiero Fortebraccio, Giancarlo Cortesi.

Attraverso la messinscena di Coefore, Calenda propone un itinerario nella nascita di un ideale di giustizia: “Davanti al dolore del vivere” scrive “è forte l’esigenza di codificarne l’esperienza attraverso l’universale valore simbolico dei grandi miti. Da sempre l’uomo cerca di soddisfare il proprio anelito all’assoluto riflettendo su questi archetipi, rappresentandoli e vivendoli in quella grande metafora dell’esistenza che è la scena. Ad ideali eterni si vorrebbero ricondurre le fondamentali problematiche della realtà: il senso della giustizia, della religione, della civiltà.”

Eschilo narra di come, in una genesi articolata, complessa e ricca di dolorose lacerazioni e di profondi cambiamenti di prospettiva, l’uomo greco giunga alla polis dopo aver sopportato contraddizioni dovute allo scontro fra due religioni diverse e coesistenti; parla di una giustizia immersa in contesti etnici e sociali di forte conflittualità, in epoche di tensioni dilanianti.

Ma accanto a questo grande tema, l’Orestea propone anche quello dei nostoi, di quei ritorni che sono una costante esigenza dell’uomo contemporaneo. Ritorni all’anima e all’idealità, alle appartenenze, al senso più recondito e intenso delle cose. Anche ora leggi, fedi e princìpi si sovrappongono e si confondono, privando l’uomo della “certezza del diritto” nel suo agire. E rendendolo nel poter contribuire a costruire una civiltà limpida, indulgente e giusta.

“Mettere in scena Eschilo”- continua Calenda – “significa compiere una grande avventura della mente; incontrare testi che possiedono un’intrinseca assoluta necessità e la rara capacità di alludere al destino dell’uomo, al dramma del suo divenire, annientando i confini del tempo in cui furono scritti.”

Lo spettacolo è prodotto dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia in collaborazione con l’Istituto Nazionale del Dramma Antico. Le scene sono di Bruno Buonincontri, i costumi di Elena Mannini, le musiche di Germano Mazzocchetti, collaborazione alle coreografie Micha Van Hoecke.

Lo spettacolo sarà poi da giovedì 12 a domenica 15 in cartellone al Teatro Rossini di Pesaro (info 0721.387684 oppure biglietteria dei teatri aperta da mercoledì 11 tel. 0721.387621) e con due repliche al Teatro Gentile di Fabriano sabato 11 e domenica 12 gennaio (info 0732.709223– Urp 0732.709319 oppure la biglietteria aperta da venerdì 10 tel. 0732.3644).

I biglietti per lo spettacolo a San Benedetto sono in vendita alla Biglietteria del Teatro Calabresi (tel. 0735.5869500) aperto tutti i giorni dalle 17 alle 23 Questi i prezzi: poltrona centrale €. 17,00; poltroncina biglietto €. 12,00; riduzioni (in appositi settori del teatro) per studenti fino a 25 anni e pensionati oltre i 65 €. 9,00; per associazioni culturali con sede a San Benedetto €. 11,00.

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