Difficile aver ragione di un avversario che, pur bravo, si chiude nella propria metà campo e sfrutta anche il terreno di gioco lento e appesantito. La difesa, al di là di qualche sbavatura iniziale, si conferma un reparto compatto. I due “trascinatori” della Samb, Delvecchio e Fanesi, giocano invece una partita al di sotto delle loro capacità.

PARDINI 6. Sceglie ottimamente i tempi dell’uscita e del tuffo sulla pericolosissima incursione di Ferreira, al 4° minuto: voto otto, pensi. Non fai in tempo ad annotare che su una punizione centrale di Tusci il pallone gli diventa una saponetta, e buon per la Samb e per Pardini che va a finire sulla parte superiore della traversa. La sufficienza è la media dei due episodi.

OGLIARI 6,5. Pochi difensori possono fregiarsi di una sensibilità di piedi come Ogliari. Non sbaglia nulla sia in fase di chiusura che di appoggio e si batte fino all’ultimo.

MANNI 6,5. Anche lui non sbaglia un colpo: meglio nel primo tempo però, quando è sempre pronto a supportare Corradi e contiene bene Ferreira, un avversario ostico.

SERGI (dal 31° s.t.) S.V. Non ha occasioni per mettersi in mostra.

DELVECCHIO 6. Quando esce Teodorani indossa la fascia di capitano, ma gli è mancata la tranquillità del vero leader. Troppo nervoso, protesta a vuoto e si becca la sesta ammonizione in tredici presenze. Complice il terreno, non riesce a velocizzare il gioco.

FRANCHI 6,5. Pulito, ordinato e puntuale, gli servono dieci minuti per capire i movimenti dei vari Tusci e Nassi e poi impedisce, con i bravissimi compagni della difesa, che i rossoneri abruzzesi arrivino dalle parti dell’area di rigore. Pericoloso nei colpi di testa. Uno dei tanti punti fermi di questa squadra.

PEDOTTI 6. Lascia qualche metro di troppo a Ferreira nei primissimi minuti. Poi si registra e fa comparto. Nel finale è costretto ad appoggiare l’azione di attacco, mestiere in cui è poco propenso.

TEODORANI 6,5. L’episodio di Giulianova non era un caso: Capitan Teo (domani compie 31 anni) corre per quattro e torna quello di inizio stagione. Nel primo tempo abbiamo contato numerosi cross provenienti dalla sua fascia. Esce per esigenze tattiche.

KANJENGELE (dal 18° s.t.) 6. Colantuono lo schiera come esterno destro, sperando che salti l’uomo e metta in inferiorità numerica il già malridotto Lanciano. Il dribbling secco, per la verità, gli riesce poco. Prova una girata che esce di un nonnulla.

NAPOLIONI 6. Nel primo tempo galleggia, poi nella parte centrale della ripresa tenta di prendere in mano la squadra con alcune importanti accelerazioni, in una delle quali sfiora clamorosamente la rete del vantaggio.

SONCIN 6. Bravo come al solito negli scatti brevi, stiamo notando però che da alcune giornate si tiene troppo distante dall’area di rigore: è diventato molto manovriero (il che non guasta), ma a volte, quando si accentra, dovrebbe ricorrere al suo destro secco e potente. Se Fanesi è deputato a creare gli spazi, lui non deve eccedere nella leziosità: prima di tutto è un attaccante di rapina e deve puntare immediatamente alla porta avversaria.

CORRADI 6. Dopo un buon primo tempo dove si fa trovare sempre pronto al traversone insidioso, non riesce ad essere ugualmente incisivo nella ripresa, anche per colpa di un campo che non favoriva il controllo del pallone.

DE AMICIS (dal 44° s.t.) S.V. Perché non farlo entrare dieci minuti prima?

FANESI 5,5. Lotta in area nelle numerose mischie, non riesce però a trovare la via del gol soprattutto in due occasioni, entrambe su due traversoni in cui il portiere Mulet era andato fuori tempo. Una giornata storta che può capitare.

COLANTUONO-MATRICCIANI 6.5: come ha detto Matricciani in sala stampa, la Samb le ha provate tutte ma le è mancato solo il gol. Probabilmente oggi era difficile ottenere di più da questa squadra, che ha creato molti problemi in mischia riuscendo però a scoccare poche conclusioni pericolose verso la porta di Mulet (e tutte terminate fuori). La squadra ha comunque espresso un buon gioco, specie nel primo tempo, quando i cross da parte di due attivi esterni quali Teodorani e Corradi non sono certo mancati. Il pareggio è un risultato che non deve scontentare eccessivamente (il Lanciano ha un organico da play-off) a patto che si cerchi, anche oggi, di correggere alcune imperfezioni emerse. È vero che il campo allentato non consentiva di esprimersi in velocità (e difatti quanta lentezza nella ripresa nell’impostare la manovra!) ma se c’è un difetto che avevamo notato anche in altre occasioni è la poca propensione al tiro dalla distanza o dall’interno dell’area di rigore. A volte si cerca l’assist anche dentro l’area intasata. A tal proposito forse occorre rivalutare l’apporto di due tiratori quali Filippi e De Amicis (oggi andava inserito prima per apportare forze fresche).

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