L’avvocato Giulio Valori, che tutelava gli interessi del Comune, aveva fatto rilevare come la Maurizi non avesse avviato il procedimento ordinario di cognizione previsto dall’art. 669/novies del codice di procedura civile. In altri termini, una volta ottenuto il provvedimento d’urgenza di reintegro nel posto di lavoro, l’avv. Maurizi avrebbe dovuto iniziare il procedimento di merito per consentire al giudice del lavoro di valutare le motivazioni addotte dalla lavoratrice per contestare il licenziamento. Cosa che non è mai avvenuta.
Pertanto il giudice non ha potuto far altro che prendere atto di tale fondamentale inadempienza e dichiarare definitivamente chiusa la vertenza.

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