Il problema della terza corsia nel tratto marchigiano dell’A14 è sempre più d’attualità. Non serve ricorrerre ai dati della Società Autostrade per rendersi conto che il tratto tra Pescara e Rimini Nord, punto di inizio delle tre corsie in direzione Bologna, è diventato insostenibile per il traffico. In particolare, il tratto autostradale tra San Benedetto e Pedaso, ricco di gallerie e curve pericolose, è oggi un autentico collo di bottiglia nel collegamento stradale tra il Nord ed il Sud italiano.

Ne abbiamo avuto la conferma questo pomeriggio, attorno alle 14.30 circa, quando il solito incidente in galleria, questa volta all’altezza di Cupramarittima, ha bloccato tutto il traffico in direzione Nord. Nel giro di brevissimo tempo, a causa del traffico sostenuto, si è formato un ingorgo di una ventina di chilometri. A quel punto, per smaltire il traffico, la Società Autostrade si è affrettata a convogliare tutte le auto provenienti da Sud in uscita al casello di Grottammare. Nello stesso tempo ha provveduto alla chiusura dello stesso casello in entrata.

Il risultato di tutto ciò: un doppio grande ingorgo, sia sull’Autostrada sia sulla Statale, in direzione Nord. Quando alle 16.30 circa è stato sbloccato il traffico in autostrada, la Statale 16 era ancora un serpentone unico di auto e camion tra il casello di Grottammare e quello di Pedaso. In quei minuti ci sarebbe piaciuto vedere il livello di inquinamento atmosferico nei tratti abitati di Grottammare, Cupra e Pedaso. A testare ancor di più i nervi degli automobilisti ha contribuito l’Anas, che in questi giorni sta eseguendo dei lavori in prossimità del ponte sul Menocchia, e per questo motivo ha imposto un senso unico alternato in quel tratto di Statale.

Come definire una situazione come quella di oggi? Una situazione d’emergenza? Una persona superficiale e sprovveduta liquiderebbe senza dubbio in questo modo il problema. In realtà, gli incidenti nel tratto di autostrada tra San Benedetto e Pedaso sono così frequenti che oramai non possono essere più definiti una semplice casualità. Disattenzione degli automobilisti, velocità troppo sostenuta o troppo bassa, condizioni atmosferiche, traffico elevato, lavori in corso: i fattori che possono determinare un incidente sono molteplici e spesso si combinano tra loro. Se a questi aggiungiamo la particolare morfologia del nostro tratto autostradale, ben si comprende come la situazione sia a dir poco esplosiva. Non c’è solo un problema di incolumità personale; basta un semplice incidente in galleria per paralizzare la viabilità, e conseguentemente l’economia, di un’intera zona.

Il Viceministro dell’Economia Mario Baldassarri, marchigiano d’origine, giusto due giorni fa si è affrettato a dichiarare che “la terza corsia sarà realizzata con i fondi della Società Autostrade e la decisione sarà ratificata lunedì (ndr. oggi) dall’Anas”. Lo stesso Baldassarri ha poi spiegato che non è possibile estendere, a causa delle gallerie esistenti, la terza corsia al tratto tra Pedaso e San Benedetto. Il problema sarà risolto realizzando una nuova ed ulteriore arteria a scorrimento veloce nelle zone più interne, arteria che collegherà direttamente Pedaso con la Superstrada Ascoli-Mare e la A24 Teramo-L’Aquila-Roma. Il progetto annunciato da Baldassarri è interessante, ma quanti anni dovremo attendere per vederlo realizzato?

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