Un pezzo di Primo Di Nicola sul noto settimanale
nazionale infanga la Sambenedettese e la sua
dirigenza per contratti in nero, mentre santifica
Francesco Agnello «imprenditore di acque minerali» e
«piccolo Moratti» – Domanda: ma Di Nicola ha letto
Sambenedettoggi.it? E Agnello, perché non ha
raccontato subito le sue “verità? alla stampa locale?

Non metteremo mai a confronto il nostro umile spazio
on-line con il prestigioso settimanale “L’Espresso?:
siamo suoi appassionati lettori, non fosse altro che per
la rubrica di Giorgio Bocca, sempre memorabile.

Stavolta “L’Espresso”, in un
articolo di Primo Di Nicola (pag. 81-82, con foto della
Curva Nord, di Michele Sergi, di Francesco Agnello
– in posa, di trequarti – di Luciano
Gaucci e della compagna Tulliani), intitolato «Un
Agnello contro Gaucci», descrive la querelle che ha
coinvolto i due personaggi. La ricostruzione non
sembra aderente ai fatti: troppi i passaggi omessi,
soprattutto sulla figura di Agnello. Ma data
l’autorevolezza della fonte, siamo costretti a
citarla. Con una postilla: Primo Di Nicola ha scritto tutto
ciò senza ascoltare in alcun modo né Luciano Gaucci
né il dg Claudio Molinari. Eppure quando si scrive un
articolo del genere, bisognerebbe sentire l’altra
campana: non si possono lanciare accuse gratuite.

Di Nicola interviene forse fuori tempo massimo, perché
parla di una «denuncia per truffa» di Agnello nei
confronti di Gaucci: peccato che proprio in questi giorni
il Tribunale di Ascoli Piceno abbia ribadito
l’inesistenza dell’atto di compravendita
da parte di Agnello della Samb Calcio, e che nulla di
ciò sia riportato nell’articolo.

Il pezzo di Di Nicola però si spinge oltre: Agnello
sarebbe agnello anche di fatto, raggirato da patron
Gaucci in un’intricata vicenda di contratti in
nero. Nell’articolo si parla di somme extra per
Turchi (chiamato «Stefano» invece che Juan Martin) per
un importo di 340 milioni, e inoltre «stessa musica per
il nero di Massimiliano Fanesi (300 milioni), Roberto
Corradi e Marco Ogliari (200), Enrico Franchi (190) e
tutti gli altri». In tutto, complice, secondo la penna de
“L’Espresso”, il direttore
generale Molinari, «2 miliardi 998 milioni, ai quali
andrebbero aggiunti, sempre in nero, i 450 milioni» del
premio promozione. Insomma: la Sambendettese
infangata a livello nazionale.

Ma se Agnello si è sentito raggirato per questi motivi,
perché non ce li ha detti? Perché continua a
dispensare le sue perle di verità a stampa e agenzie
nazionali, snobbando quella locale? Se in cuor suo
coltivava «il sogno di diventare un piccolo Moratti», il
silenzio, a questo punto, sarebbe la migliore soluzione.

Quanto a Primo Di Nicola, ci colpisce il fatto che
presenti Francesco Agnello come uno sprovveduto
vittima del “lupo” Gaucci: suvvia, basta
cliccare un po’ su internet e leggere la nostra
rubrica sullo “Sconosciuto di Torre
Annunziata” per capire che tanta seriosità non è
appropriata alla vicenda. Abbiamo tanto da imparare da
“L’Espresso” come giornalisti:
ma come conoscitori degli ‘squali’ o
degli ‘agnelli’ che orbitano attorno alla
Samb, un consiglio lo avremmo dato volentieri. Non si
sarebbe commesso l’errore di etichettare
Agnello, oltre che come «piccolo Moratti», anche come
«imprenditore di acque minerali». Come si dice dalle
nostre parti: l’acqua fa male…

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