La maggioranza è vicina al baratro, l’opposizione cerca di ‘affossarla’ definitivamente. È Giovanni Gaspari, capogruppo consiliare Ds, a farsi portavoce del dissenso della minoranza rispetto all’ennesima bufera che sta travolgendo la coalizione governativa: “Dopo l’eclatante, anche se a mio avviso tardiva, presa di posizione da parte del Sindaco Martinelli, seguita all’ennesima pessima figura della maggioranza e di conseguenza dello stesso sindaco, vorrei fare alcune riflessioni. La prima di certo è che così non è possibile ed ipotizzabile andare avanti; infatti in appena 17 mesi questo sindaco e la sua maggioranza hanno offerto alla nostra città uno spettacolo indecoroso”

Gaspari passa al setaccio tutte le travagliate tappe affrontate dall’Amministrazione comunale sin dal giorno del suo insediamento: “La prima seduta del consiglio comunale è andata deserta per divisioni interne ad AN sul nome del Presidente del Consiglio. Ci sono state le dimissioni di 3 assessori: Lorenzetti, con tanto di accuse al vetriolo, poi rinominato, Camaioni e Cava. Quindi le dimissioni di Forlì dal Capogruppo di FI. In Consiglio abbiamo assistito alla costituzione di 3 nuovi gruppi (frutto di differenziazioni politiche), tutti facenti riferimento alla maggioranza: Lega Nord, Partito Repubblicano e Gruppo Misto. Oggi, nel comunicato ufficiale del Sindaco, viene chiesto a FI un atto coraggioso che in parole povere significa: dimissioni di due dei tre consiglieri forzisti assenti nella seduta del 14 novembre u.s. Insomma, la destra alla prova di governo cittadino, qui come ad Ascoli, Fermo, Porto S.Giorgio, ecc, ha ampiamente dimostrato di non essere all’altezza”.

Il capogruppo Ds accusa il centrodestra di aver reso ingovernabile la città a suon di lotte intestine: “La seconda riflessione è che questo livello di litigiosità, di divisione interna alla maggioranza di fatto ha portato alla paralisi della città, facendola venir meno a quel ruolo di Comune capofila, di riferimento per un ampio territorio, capace di grandi innovazioni e proposte. Il non governo della Città, ma anche il repentino mutare di posizioni, non danno alcuna garanzia a chi voglia realizzare investimenti a San Benedetto. Ultima dimostrazione di ciò è stata la questione della collocazione della Caserma dei Vigili del Fuoco: il 28 ottobre in Consiglio Comunale fra gli atti di indirizzo presentati dalla maggioranza per il nuovo PRG, la zona Brancadoro veniva individuata quale sede della “Cittadella dello Sport”.

“A distanza di 2 settimane- prosegue Gaspari- la stessa maggioranza presenta un atto di indirizzo in Consiglio per la realizzazione della Caserma dei Vigili del Fuoco proprio in quella che dovrebbe essere l’area degli impianti sportivi e delle relative strutture ricettive, smentendo la scelta fatta nel precedente consiglio. Allora perché approvare un documento di indirizzo, pur essendo già a conoscenza della proposta dei VVFF , e poi smentirlo poco tempo dopo? Questo comportamento evidenzia il totale pressappochismo nella gestione della cosa pubblica, o ancora peggio la completa mancanza di un’idea di sviluppo della Città. Quindi non solo la credibilità del Sindaco viene meno, ma in particolare anche quella dell’Assessore all’urbanistica”.

Sull’ipotesi di dimissioni del Sindaco, nonostante le ‘minacce’ di quest’ultimo, Gaspari sembra piuttosto perplesso: “Personalmente ritengo che anche questa crisi politica alla fine rientrerà; ovvero il Sindaco non verrà messo nella condizione di trarre quelle che dovrebbero essere le logiche ed ovvie conclusioni alle sue denunce. Questo per due ordini di motivi: al centrodestra, con questi suoi rappresentanti di così basso profilo politico, difficilmente potrà presentarsi nuovamente la possibilità di governare una città di 50.000 abitanti, e quindi si farà l’impossibile per rimanere attaccati alle proprie poltrone. Quando qualcuno sceglie veramente di fare un gesto eclatante, normalmente non lo annuncia mai prima”

“Probabilmente anche questa volta- aggiunge l’esponente dei Ds- verrà sottoscritto in qualche albergo, rifugio o ristorante, l’ennesimo documento attestante la “ritrovata unità” della maggioranza. Così come era avvenuto in un ristorante ad Ascoli, in un albergo a San Benedetto, in un Agriturismo a Montefiore e per ultimo in un ristorante di Acquaviva alla fine dell’ottobre di quest’anno, occasione nella quale, su di un quadretto esemplificativo della loro filosofia d’azione (appeso poi nella sala Giunta), è stato sottoscritto il motto “Uniti per vincere e vinceremo (!)”.

Gaspari chiede, infine, chiarimenti in merito alle pesanti accuse rivolte da Martinelli a Forza Italia: “Le parole di fuoco che il Sindaco ha riservato in particolare a FI, pesano come macigni e vi resteranno scolpite. Sarebbe auspicabile che lo stesso dica in modo più chiaro quali siano “i posti occupati e i favori” chiesti dagli esponenti di quel partito. La Città ha diritto di sapere e di conoscere ciò che non viene detto espressamente nelle pesanti accuse del primo cittadino. Con ogni probabilità il Sindaco non si dimetterà, ma a questo punto, alla luce dei fatti accaduti e della paralisi della città, l’unico gesto possibile è quello di rimettere il giudizio nelle mani dei cittadini, tornando alle elezioni nella prossima primavera”.

Ritorno alle urne? Possibile, ma non probabile, come ammette con disincanto lo stesso Gaspari. In politica lasciare le poltrone è sempre doloroso (la regola vale per tutti, senza distinzione di ‘colore’ politico).

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