Nelle giornate di sabato e domenica scorse sono pervenute alla Regione numerosissime segnalazioni di danni alle infrastrutture pubbliche e private provocate da una mareggiata particolarmente intensa.
A confermare l’eccezionalità dell’evento ha provveduto l’Autorità di Bacino della Regione che con la collaborazione dell’APAT (Agenzia per l’Ambiente e Servizi Tecnici) ha fornito ed elaborato i dati della boa ondametrica posta dalla Regione Marche al largo del Conero dal 1999 per la caratterizzazione dello stato del mare; la particolarità dell’evento è di seguito riassunta nei suoi dati tecnici:
direzione di provenienza – 110° N (Levante-Scirocco),
altezza massima della singola onda – 8,3 m,
lunghezza d’onda (distanza tra i due picchi) – 170 m,
periodo – circa 10 sec,
altezza media – 4,8 m,
durata della mareggiata – 42 ore, dalle 10:00 di venerdì 15 alle 4:00 di domenica 17,
livello medio mare – circa +1.00 m.

Sull’eccezionalità dell’evento non ci sono dubbi anche in relazione all’osservazione dello stato del mare effettuato da una analoga boa sempre gestita dall’APAT, situata al largo del litorale di Ortona: altezza media nello stesso momento di 2,33 m e direzione di provenienza da levante.
Tutto ciò a confermare che il tratto di mare interessato è stato quello del medio-alto Adriatico.
L’evento, oltre ad essere stato particolare, ha interessato un tratto molto sensibile di litorale già interessato in precedenza da un fenomeno molto simile ma meno intenso: la mareggiata del 5-6 giugno 2002.
“Per far fronte ai danni subiti, – ha sottolineato l’assessore Roberto Ottaviani – la Regione aveva attivato la richiesta di stato di emergenza al Dipartimento della Protezione Civile. Il direttore Bertolaso ha però negato lo stato di riconoscimento di emergenza.?
I danni diffusi a tutta la costa sono dovuti oltre che alle notevoli altezze d’onda, anche alla tipologia della stessa che è stata caratterizzata da un notevole sovralzo di marea e quindi un sensibile avanzamento della linea di riva; questo fatto ha talora influito negativamente su diverse strutture pubbliche e turistiche.
“Per far fronte alle situazioni di grave instabilità della linea di costa dell’intera Regione lunga quasi 170 km, – ha inoltre affermato Ottaviani – è stato predisposto e in fase di ultimazione il Piano di Gestione Integrata delle Aree Costiere già presentato ai Comuni costieri ma, come tutti gli strumenti di programmazione ormai allineati alle direttive europee, deve trovare il momento di condivisione più ampio possibile con tutti i portatori di interessi siano essi pubblici che privati; si registra purtroppo una forte “resistenza? culturale tendente a vedere in modo statico la linea di riva, che per sua natura è caratterizzata al contrario da un equilibrio dinamico e quindi a non prendere in considerazione interventi come il ripascimento o le scogliere soffolte ben realizzate; la risorsa finanziaria per soddisfare tutti gli interventi previsti nel citato Piano ammonta a circa 75 Meuro. Si pensi che dai canoni del Demanio Marittimo deriva una risorsa pari a circa 1,5 Meuro/anno.?
Va infine evidenziato che il Comune di Montemarciano ha ottenuto dalla Regione Marche negli ultimi 10 anni, circa 9,0 Mld di Lit. (circa 4,5 Meuro) per interventi di difesa della costa progettati ed attuati dallo stesso Comune; ad oggi non sono stati spesi 2,5 Mld di Lit. facenti parte di un finanziamento concesso nel 2001.

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