Il sambenedettese R.S. in una settimana è comparso due volte in aula per cinque processi a suo carico.
I reati contestati sono quelli di lesioni, ingiurie e minacce. Minacce proferite nella speranza di un riavvicinamento in famiglia, dopo che i due coniugi si erano separati. I vari episodi sono sfociati in altrettanti procedimenti e due processi sono ora giunti a conclusione. Nel primo, tra gli imputati, anche la moglie e l’ex suocero di R.S., per un incontro poi sfociato in lite.
Il giudice Lorenzo Falco ha assolto tutti.
Nel secondo processo l’uomo era accusato d’ingiurie e minacce telefoniche nei confronti della donna, costituita parte civile con l’avvocato Roberta Alessandrini.
Il giudice lo ha condannato al risarcimento dei danni ed al pagamento di una multa.
In uno dei tre processi tenuti successivamente, oltre alle ingiurie, le lesioni e le minacce, R.S. era ac-
cusato di non aver rispettato il provvedimento del giudice, che gli imponeva la restituzione della figlia (in occasione delle visite stabilite) alla moglie. La donna, assistita dall’avvocato Alessandrini (sostituita in aula dalla collega Serena Romandini), ha testimoniato raccontando “di aver cercato di non mettere in cattiva luce il marito agli occhi della figlia, nonostante gli episodi contestati all’uomo si fossero verificati spesso in sua presenza”.
Stefania Mezzina

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