Il Piano per la difesa della costa, molto atteso dai Comuni della costa per risolvere il problema erosione, sarà pronto nei primi mesi del 2003 e nel riparto delle risorse assegnate dalla Regione, saranno privilegiate le zone dov’è più concentrata la piccola pesca entro le 12 miglia: un’attività che si integra nello sviluppo sostenibile. Lo ha detto l’assessore all’Ambiente Roberto Ottaviani concludendo l’incontro con i rappresentanti dei Comuni e delle Capitanerie di Porto presso la sede della Giunta regionale.
La riunione è stata convocata dall’Ufficio Progetti del Servizio Lavori Pubblici per illustrare e discutere l’analisi progettuale propedeutica al piano per la difesa della costa.
“L’erosione costiera – ha detto Ottaviani – è uno dei temi più delicati dello sviluppo sostenibile, per le implicazioni che ha sulla pesca, sul problema cave, sul turismo e sul risanamento dei fiumi. Lo studio che presentiamo é il quadro preliminare a un piano fatto non solo di soluzioni ingegneristiche o idrauliche, ma di interventi compatibili con il rapporto fra ambiente e attività socio-economiche. Altrove il ripascimento ha creato problemi alla piccola pesca che la Regione Marche eviterà; utilizzeremo molte delle sabbie che ostruiscono i porti, evitando di prelevarle dalle cave o a mare, con vantaggi anche economici. Prendere le sabbie ‘buone’ vicino alla costa, in più, elimina intralci alla navigazione e alla piccola pesca.? Ma anche agli approdi delle imbarcazioni, sostiene Federpesca, riducendo ‘blindature’ costituite da scogliere e massi. All’incontro hanno partecipato tecnici, amministratori e funzionari di altri servizi regionali, come il turismo, con competenze dirette su tale problematica. Gli interventi e le relazioni sono stati sviluppati da Vincenzo Marzialetti, Paola Valenti, Luigi Diotallevi e Mario Magi: tecnici, esperti amministrativi e geologi della Regione. Un’ampia analisi sui dati della piccola pesca nelle Marche, forniti dalle Capitanerie di Porto, ha aperto i lavori individuando lo sviluppo di quest’attività e la concentrazione territoriale delle 487 licenze rilasciate nella nostra regione. Gabicce, Mondolfo, Numana, P.S.Giorgio e Grottammare sembrano i Comuni in ‘pole position’ per beneficiare dei finanziamenti, poiché hanno una concentrazione di licenze decisamente più alta della media regionale pari a una ogni 2,84 chilometri: una riprova di sensibilità alla risorsa ambiente che nella piccola pesca ha un ‘testimonial’. In queste zone le opere di conservazione ambientale esistenti saranno particolarmente curate. La seconda relazione ha fatto un excursus dei problemi amministrativi per le autorizzazioni a opere su porti e litorali. Un problema che ha acceso un’ampia discussione per i tanti aspetti da chiarire sulla normativa e sulla distribuzione delle competenze fra Stato, Regioni e Comuni. (fb)

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