Che Massimo Rossi, sindaco di Grottammare, si appresti a divenire il vero testimonial della cittadina rivierasca, ancor più che la spiaggia le palme del nuovo lungomare, i Festival sul Cabaret e sull’Operetta, le ville liberty delle quali Grottammare è ricca?

Sull’ultimo numero de “L’Espresso”, settimanale radical-chic tra i più letti d’Italia, l’argomento di copertina è dedicato ovviamente al Social Forum Europeo di Firenze. Nell’articolo di apertura di Roberto Di Caro si passano in rassegna le varie anime del “movimento dei movimenti”, come viene appellato il variopinto serpentone anti-globalizzazione. E si fa riferimento all’esperienza di Grottammare e del suo sindaco quale «pioniere in Italia» dello schema di bilancio partecipato, applicato dal 1986 a Porto Alegre e da allora in diverse città del mondo. A tal proposito, di Rossi si dice che «si appoggia al popolo per rimanere in carica e viene rieletto contro tutti col 65 per cento dei voti».

Non è la prima volta che Massimo Rossi giunge alla ribalta nazionale. Addirittura Fausto Bertinotti, tempo fa, lo convocò nel salotto televisivo di Bruno Vespa come esempio di “buon governo locale”, naturalmente prodotto da Rifondazione Comunista. Ma sono diverse le occasioni in cui il nome di Grottammare è balzato sui media nazionali grazie al suo sindaco. Dopotutto, si tratta di una piccola promozione, e gratuita: potremmo pensare a Massimo Rossi come il primo esempio di Sindaco testimonial, sempre che i no global gradiscano questa forma di pubblicità…

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