di Anna Stefania Mezzina

Riusciranno ad essere stabilite le responsabilità dell’esondazione del fiume Tronto, avvenuta il 10
aprile 1992, che provocò terribili conseguenze, fortunatamente non fisiche, per gli abitanti della zona e per le tante attività produttive presenti? Sono molti i dubbi a riguardo, visto l’andamento del processo che è in corso al Tribunale di San Benedetto.
Nell’ultima udienza è emerso, infatti, l’eventualità della richiesta di una nuova perizia, dopo quelle già effettuate dagli ingegneri Aquilino, Barzilai e D’Andrea, nominati dal Gip, Vincenzo Marzialetti, scelto dal pubblico ministero Ettore Picardi, Pierluigi Zampini per la difesa e Vittorio Lucadei per la parte civile. La richiesta parte del responsabile civile, Ministero dei LL.PP. rappresentato dall’av-vocatura distrettuale dello Stato.
A decidere sulla questione sarà il giudice Luigi Riganti, che ha fissato il 10 gennaio 2003 quale data per la nuova udienza. In quell’occasione si dovrebbe svolgere il confronto tra i periti, previsto peral-
tro per ieri ma rinviato per l’assenza del perito D’Andrea e per permettere ai periti di visionare i do-cumenti necessari al confronto, successivi alle indagini preliminari. Subito dopo ci potrebbe essere la conferma della richiesta di una perizia da parte della responsabile civile.
All’udienza c’era anche il consigliere dei Verdi alla Regione Marche, Pietro D’Angelo, che ha “espresso la sua preoccupazione per l’eventualità prospettata che comporterebbe un notevole slittamento per i tempi del processo, rischiando così la prescrizione”.
Nell’udienza del prossimo 11 novembre, già fissata da tempo, testimonieranno il perito Vittorio Lucadei e Pietro Eleuteri.
Stefania Mezzina

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