Infatti, secondo gli investigatori la banda, nel programmare il colpo, ha avuto bisogno di una persona che conoscesse bene la zona e il Rivosecchi è l’unico personaggio del Piceno coinvolto nell’inchiesta.
Intanto si è appreso che i quattro rapinatori per i loro spostamenti utilizzarono due scooter, uno dei quali rubato 10 giorni prima ad Ascoli Piceno. Se da un lato comincia a delinearsi il quadro del mortale assalto per il quale sono in carcere oltre a Paride Cifone e Rivosecchi, anche Mario Di Giuseppe di Como e Aurelio Guarino di Reggio Emilia accusati pure della fallita rapina al socio di Rivosecchi, dall’altro la Questura non si sbottona su chi ha materialmente portato l’assalto.
Infatti, secondo il capo della mobile Lamparelli, la banda dovrebbe essere composta da una decina di elementi interscambiabili fra loro ed una parte di essa è ritenuta responsabile anche di una rapina a Monaco di Baviera che a marzo fruttò 900.000 euro.
Continuano le ricerche del capo della banda e di un uomo, lo “svizzero” che sarebbe stato l’anello di congiunzione fra Andrea Rivosecchi e il resto della banda. A lui l’imprednitore sambenedettese si sarebbe rivolto per risolvere i suoi problemi economici.

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