Chiarire i motivi dello stato di agitazione che da settimane vige tra la polizia municipale di San Benedetto. Questo il motivo della conferenza stampa tenutasi giovedì che ha visto la partecipazione del sindacalista Giorgio Pulcini della CGIL, del segretario CGIL Marco Straccia, del sindacalista della UIL Franco Piccioni, del maggiore Vincenzo Marucci e del comandante Pietro D’Angeli.

I fatti risalgono al dicembre del 2001 quando il sindaco Martinelli ha firmato il documento con il quale l’Amministrazione indicava l’accorpamento della polizia municipale con il servizio anagrafe. Nel settembre del 2002 ci fu la modifica alla pianta organica a questo punto i vigili chiesero di riflettere prima di adottare tale provvedimento, ma la risposta arrivò il 14 ottobre dello stesso anno quando il sindaco approvò la delibera riguardante l’accorpamento. Chiarezza e trasparenza, questi gli elementi che sarebbero mancati secondo il comandante dei vigili, Pietro D’Angeli, in tutta questa storia. Infatti gli agenti contestano soprattutto le modalità in cui si sono svolti i fatti.

Davanti allo stato di agitazione dei vigili il sindaco ha risposto che è aperto a garantire l’autonomia del corpo, ma le delibere dovranno rimanere. A questo punto sembra sottinteso che lo stesso primo cittadino si sia reso conto che, a seguito dell’accorpamento, l’autonomia del corpo verrebbe compromessa. Quando si iniziò a parlare di accorpamento si giustificò l’operazione con un risparmio finanziario, ma non è stato così dal momento che il denaro impiegato per lo stipendio del comandante è stato ripartito tra gli altri dirigenti. Accorpando i vigili con altri uffici amministrativi si porrà a capo un amministrativo che non potrà intervenire perché non ha le prerogative rispetto ai subalterni. I vigili che da oggi vengono accorpati all’ufficio anagrafe, sotto il dirigente Ruggieri, sono pronti a portare avanti la loro battaglia, è confermato lo sciopero di due ore per sabato 9 novembre ed è previsto un incontro con il Prefetto.

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