LA CLASSIFICAZIONE DIAGNOSTICA DEL MAL DI SCHIENA: IPOTESI
SPECULATIVE CHE SI TRASFORMANO IN FATTI

Ogni anno milioni di individui consultano un medico a causa del mal di schiena e della relativa limitazione dell’attività. Il paziente di solito si sottopone a una breve anamnesi e a una breve visita medica di controllo, e riceve una classificazione diagnostica imprecisa. Secondo l’AHCPR (Agenzia Americana per la Cura e la Ricerca nel campo della Salute) queste classificazioni spesso derivano
più da credenze che non da una qualsiasi evidenza oggettiva della patologia.La lista include, fra gli altri, rottura annulare, sindrome del disco, disturbo o disgregamento del disco, patologia del
disco lombare, patologia degenerativa dell’articolazione, distorsione, strappo muscolare, lussazione, miofascite, sindrome della faccetta, osteoartrite della colonna vertebrale, spondilosi, spondilolisi adulta, e sublussazione. Secondo l’AHCPR molti termini vengono comunemente utilizzati per descrivere (diagnosticare) la causa dei sintomi del mal di schiena. Comunque, studi scientifici non sono stati in grado di mostrare alcuna connessione fra queste diagnosi e i sintomi della schiena. Molti medici offrono classificazioni diagnostiche speculative e imprecise, che entrano nelle cartelle cliniche, determinano l’idoneità per la copertura assicurativa e servono come base per le richieste di indennizzo dei lavoratori. Queste classificazioni iniziano come ipotesi animate da buone intenzioni, ma vengono poi rapidamente trasformate in “fatti” medico-legali che hanno un grande impatto sulla vita dei pazienti e sulla spesa sanitaria e sociale.

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