Olimpiadi verdi, tecnologiche e “del popolo?: saranno così i Giochi del 2008 che si terranno a Pechino e su cui il Governo cinese punta, sia in immagine, che come occasione per dare un nuovo impulso di modernizzazione al Paese, mettendo a disposizione risorse senza precedenti per infrastrutture, impianti sportivi, tecnologia, servizi di rilievo ambientale. Verranno investiti circa 35 miliardi di dollari, ma si stima in 120 miliardi di dollari la cifra complessiva, che la macchina olimpica produrrà nei principali settori coinvolti e nell’indotto.
E, all’interno di questo giro d’affari, ci possono essere opportunità per il sistema delle imprese italiane e marchigiane, tenuto conto del fatto che la Cina, dopo il suo ingresso nel WTO, si sta gradualmente allineando alle regole di mercato.
E’ questo il tema di un Seminario – organizzato dalla Regione-Assessorato Industria e Artigianato e dall’ICE e aperto da un intervento del vice-presidente Gin Mario Spacca – che si è tenuto a Jesi, “Cina – Verso le Olimpiadi 2008. Una strategia di penetrazione: valutazioni e prospettive.?
Un’occasione individuata da tempo e che ha già visto una prima missione in Cina, guidata dal Ministro Marzano e a cui ha partecipato lo stesso Spacca a nome delle Regioni italiane, insieme a vertici dell’ABI (associazione delle banche italiane), ICE e Confindustria, per presentare il Sistema-Italia.
E anche al Seminario di oggi il Sistema-Italia si è presentato compatto: erano presenti Leopoldo Franza (Ministero Attività Produttive), Daniela Ara (Confindustria), Romeo Orlandi (Direttore ICE Pechino), Bruno De Gasperis (ABI), Corrado Moglia (SACE) e di Carlo Barbieri (SIMEST) e inoltre Francesco Pellizzari (Cast Porta Asiatica) per l’analisi dei rischi e di Renzo Cavalieri (Università degli Studi di Lecce) per i riferimenti giuridici per commercio e investimenti in Cina.
Spacca ha ricordato che l’internazionalizzazione è fattore di sviluppo, anzi i dati dimostrano come le aree fuori dall’Italia siano importanti per le nostre imprese: si registra un sensibile incremento degli addetti delle imprese rispetto agli occupati regionali. E le aree di maggior interesse – ha ricordato – sono la Cina e la Russia, in entrambi questi paesi la crescita viaggia a tassi del 6-7%. Per quanto riguarda la Cina, poi, l’elemento stabilità e la capacità di risparmio dei cinesi (circa il 40% del loro reddito) sono tratti caratterizzanti che la trasformeranno in una grande potenza economica. In questo quadro le Olimpiadi del 2008 non possono che rappresentare una straordinaria occasione per consolidare i rapporti tra i due Paese e che le Marche hanno da sempre, se si considera l’affetto che ancora oggi avvolge Matteo Ricci, figura simbolo dei legami occidente-oriente.
E il consigliere scientifico-tecnologico dell’ambasciata cinese in Italia, Han Jun,
ha detto che la Cina guarda con grande interesse all’Italia per le sue caratteristiche: “abilità ingegnosa, marchi rinomati nel mondo, fantasia, piccole e medie imprese?, e c’è “un interesse reciproco a collaborare e la Cina aspetta gli amici italiani?, anche alla luce del fatto che il Paese sta realizzando una riforma dell’economia che favorirà le piccole e medie imprese.
Tema centrale del Seminario è stato l’illustrazione da parte di Orlandi dello studio realizzato insieme da ABI-Confindustria-ICE dal titolo: “Cina 2008, opportunità d’affari per le imprese italiane?. Uno studio dettagliato, che evidenzia tutte le opere che devono essere realizzate con il budget che è stato stabilito, le città interessate ai Giochi olimpici (oltre a Pechino, Qingdao, che fa parte della provincia dello Shandong con cui le Marche hanno firmato un Protocollo nel 1992 e Qinhuangdao, Shenyang, Tianjin, Shanghai), i punti di forza e di debolezza delle imprese italiane e anche alcuni suggerimenti operativi tratti dalle stesse caratteristiche del mercato cinese, molto competitivo, ma con regole e strategie che sono dettate dal Governo.
Ci sono alcuni elementi a favore dell’Italia: le Olimpiadi di Torino del 2006, naturale punto di riferimento per quelle del 2008, oltre il “made in Italy?, una sorta di ottimo biglietto di presentazione, le caratteristiche di flessibilità delle nostre piccole imprese e un recente accordo per rendere Pechino “ecologicamente sostenibile? (si calcola che la cittadella olimpica verrà riscaldata solo con l’utilizzo di pannelli solari), firmato dal Ministro dell’Ambiente.
Naturalmente e’ necessario comprendere i meccanismi di funzionamento del sistema-Cina, fatto di procedure burocratiche lunghe e laboriose e va valutato se sia vantaggioso investire con l’appoggio di un partner locale, oltre al fatto che le imprese italiane sono abituate ad avere ritorni su breve termine, mentre i ritorni d’investimento in Cina sono tutt’altro che immediati).
(e.r.)

SCHEDA DI RIFERIMENTO
Popolazione: un miliardo e 300 milioni
Superficie: 9 milioni e 600 mila Kmq
4 municipalità, 5 regioni, 22 province
crescita annua del PIL superiore del 7%
Dal 1999 al 2002, l’interscambio con l’Italia passa dall’1,38 al 2,23%
L’Italia è il terzo paese europeo esportatore verso la Cina, nel 2001 c’è stata una crescita del 37,%.
Esportazioni delle Marche: +19,55%
390 mila le imprese a capitale estero
La Repubblica Popolare Cinese è un regime “formalmente? comunista, dove sono state inserite alcune politiche di libero mercato (formula battezzata: “economia socialista di mercato?).

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