Tempi duri per il Governo Berlusconi: dopo il ddl Cirami in materia di giustizia, un altro importante provvedimento legislativo rischia di subire la bocciatura della Corte Costituzionale. Si tratta del recente Decreto Gasparri, da molti celebrato come un’autentica riforma in materia di telecomunicazioni. Protagonista della vicenda, in questo caso, è proprio la Giunta Regionale delle Marche che, su iniziativa del sambenedettese Pietro D’Angelo, ha deciso di ricorrere alla Corte Costituzionale per ottenere la dichiarazione di incostituzionalità del Decreto Gasparri.

Il motivo del ricorso prescinde totalmente dalla diversità di colore politico. Sotto accusa sarebbe la pretesa del Ministro Gasparri di stabilire norme sull’installazione di infrastrutture per le telecomunicazioni. In tal modo egli avrebbe violato la competenza esclusiva delle Regioni in materia urbanistica e ambientale, competenza stabilita dalla stessa Carta Costituzionale.

Sono questi i motivi che hanno spinto la Regione Marche a dichiarare guerra al Governo Berlusconi e l’iniziativa rischia di provocare una prevedibile reazione a catena nel caso in cui altre Regioni della penisola italiana decidessero di seguire l’esempio marchigiano. A nulla servirebbe in tal caso il ricorso ad argomentazioni politiche: già in occasione delle previsioni sulla Finanziaria 2003 le Regioni italiane, comprese quelle di centro destra, si erano manifestate particolarmente suscettibili alle “invasioni di campo” del Governo centrale (sotto accusa erano i pesanti tagli nei trasferimenti di fondi alle Regioni).

A ciò si aggiunge che le critiche della Regione Marche al Decreto Gasparri non si limitano all’aspetto formale, ma entrano nella stessa sostanza del provvedimento. “Il Decreto Gasparri – sostiene D’ Angelo – introduce una deregulation totale e inaccettabile nel settore”. Sotto accusa è il fatto che il Decreto Gasparri introduce la più totale libertà nelle installazioni di antenne nelle città italiane, con buona pace delle problematiche connesse ai potenziali rischi di inquinamento elettromagnetico e alla salute dei cittadini.

Sino ad oggi tali problematiche, almeno nella nostra realtà locale, erano state regolate a livello comunale con l’introduzione di limitazioni edilizie e urbanistiche. Ricordiamo a tal proposito le clamorose iniziative del Sindaco di Grottammare Rossi contro i ripetitori di Monte Secco. Meno incisive, ma ugualmente importanti, erano state le iniziative sul territorio sambenedettese, da ricollegare all’approvazione di un apposito regolamento comunale sotto la Giunta Perazzoli (a proposito, che fine ha fatto il Co.ci.cem, che tanto si era battuto per l’approvazione di quel regolamento? Dopo l’uscita di scena di Perazzoli sembra essersi volatilizzato. Era solo una battaglia politica quella del Co.ci.cem?).

Per effetto del Decreto Gasparri tutte queste iniziative, rivolte alla tutela dell’ambiente e dell’equilibrio urbanistico, rischiano di cadere nell’inutilità. Da qui la reazione energica della Regione Marche che, anche per questi motivi, ha deciso di chiedere la più solenne delle bocciature per la Riforma Gasparri.

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