Si è tenuta ieri sera una solenne e sentita veglia di preghiera per la la pace e in preparazione
della giornata missionaria mondiale nella chiesa di San Niccolò di Bari. Molte le parrocchie presenti. Commovente la testimonianza del missionario padre Silvano Laurenzi.
Il momento di preghiera era rivolto a tutti i fedeli della diocesi di San Benedetto del Tronto, Ripatransone e Montalto Marche. La risposta è stata positiva con una presenza di circa 400 persone e con rappresentanze anche da S.Egidio e Montalto Marche oltre che da San Benedetto, Grottammare, Porto D’Ascoli, Martinsicuro, Colonnella.
La preghiera è stata scandita da quattro momenti introdotti da alcuni segni. La Parola di Dio e il cero Pasquale, portati solennemente in processione e poi incensati hanno aperto la veglia. La missione nasce dall’ascolto della parola di Dio. Il secondo momento è stato introdotto dall’ingresso della croce con cinque drappi colorati. E’ la croce il segno della nostra salvezza, ed è la croce che abbraccia tutto il mondo. Il sacrificio di Cristo ha redento l’umanità. Il vescovo ha accolto la croce incensandola. In questo momento si sono ascoltate la testimonianza di padre Silvano Laurenzi e l’omelia del vescovo Gervasio Gestori.
“La nostra comunità indonesiana – ha detto padre Silvano – è immagine del Cristo Crocifisso. I musulmani ci stanno distruggendo. Hanno bruciato le nostre chiese, hanno tolto il lavoro ai nostri cristiani, umiliato e a volte violentato le nostre suore, eppure la nostra risposta è stata l’amore. Si perchè l’odio si vince con l’amore. Nel vangelo quando i terroristi del tempo volevano uccidere Gesù, uno degli apostoli aveva preso la spada per difendere il Signore. Ma Gesù lo sgridò. Il messaggio di Cristo è il perdono, l’amore , la pace. Due anni fa un’alluvione fece molti danni nel nostro paese. I primi cittadini ad accorre in aiuto ai bisognosi furono proprio i cristiani senza rancore verso coloro che erano stati i carnefici. E questo atteggiamento come altri ha colpito molto gli stessi musulmani. La mia parrocchia quest’anno ha 4 gruppi di catecumeni adulti che hanno chiesto di ricevere il battesimo. E’ un segno che la fede cristiana vince solo nell’amore anche se deve passare nella via della tribolazione e della persecuzione’.
Il vescovo diocesano Gervasio Gestori ha poi sottolineato nell’omelia l’importanza della preghiera base della missionarietà. ‘Se oggi , in questo luogo ci fosse Gesù, che cosa ci direbbe? Di fare i ponti, le chiese, le strade i pozzi? Ci direbbe probabilmete ciò che disse duemila anni fa: pregate il padrone della messe affinchè mandi operai alla sua messe. Noi siamo qui appunto per pregare convinti che la missione si fa con le mani giunte. Prepariamoci alla giornata missionaria pregando e offrendo la nostra disponibilità. Il terzo momento è stato introdotto da un braciere ardente da alimentare. Il segno è chiaro: ogni fedele può accendere il fuoco della missione e dell’amore offrendo la sua vita, impegnandosi.
Ognuno, il vescovo per primo, si è portato davanti al braciere ed ha gettato un legnetto come propria disponibilità al vangelo. Insieme a questo segno si è pregato abbondantemente per le necessità del mondo.
Nel quarto ed ultimo momento il vescovo ha chiamato i rappresentanti delle varie parrocchie consegnando un sacchetto di semi di grano, un rametto d’ulivo e il suo messaggio per la giornata missionaria mondiale, invitando nella domenica a presentarlo in chiesa, piantare il grano e leggere il messaggio.
Red.

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