Sessantacinque Paesi, tra i quali l’Italia, circa dieci anni fa iniziarono un processo di revisione della Classificazione Internazionale degli Stati funzionali della disabilità e salute (ICF) per raggiungere uno standard internazionale che potesse dare la misura, riconosciuta da tutti, della situazione della salute di una persona. Nel 2001 l’ICF è stato accettato come schema universale in 191 paesi nel mondo, uno strumento definito dall’Organizzazione mondiale della Sanità come innovativo per concezione e applicazione perché fornisce un quadro di riferimento e un linguaggio unificato per descrivere lo stato di una persona. Un radicale cambiamento, innanzitutto, culturale che passa dal concetto di malattia a quello di “salutogenesi?. Non si parla più , infatti, di handicap come mancanza di qualcosa e non ci si riferisce più a un disturbo, strutturale o funzionale, senza prima rapportarlo a uno stato considerato di “salute”. Inoltre vengono considerati più fattori per significare il grado di disabilità: funzioni e strutture corporee, attività e partecipazione, fattori ambientali.
La Regione Marche – assessorati ai Servizi sociali e alla Sanità – ha promosso per il 21 ottobre, presso il Palacongressi di Loreto dalle ore 9.30, una giornata di studio per riflettere sulle ricadute pratiche e sulle aspettative derivanti dall’applicazione dell’IFC.
Il convegno si caratterizzerà per un’impostazione ad alta integrazione socio-sanitaria, come è implicito per un tema di tale portata, per progettare un cambiamento dal punto di vista della qualità dell’integrazione e della riabilitazione delle persone in situazione di disabilità. Gli interventi, infatti, che si alterneranno rispecchiano questa impostazione: dopo il saluto del presidente della giunta regionale, Vito D’Ambrosio , apriranno i lavori gli assessori regionali ai servizi sociali Marcello Secchiaroli e alla sanità, Augusto Melappioni. Quindi la relazione del Direttore del Dipartimento regionale Servizi alla persona e alla comunità, Giuseppe Zuccatelli. Presieduta da Carlo Ricci, del Centro regionale documentazione handicap, la sessione dei lavori inizierà con la relazione di Matilde Leonardi dell’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) dal titolo “L’’ICF: una concezione innovativa.? Seguiranno Mariano Cingolani dell’Università di Ancona su ICF e ricaduta nella pratica delle disabilità; Leandro Provinciali su la pratica neurologica e psichiatrica; Lucia De Anna , dell’Università di Roma sulla pratica psicoeducativa; Giovanna Vicarelli , presidente del Corso di Laurea di Servizio sociale, su “ICF e pratica dell’assistente sociale?. (ad’e)

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