Signor Gaucci, lei ha dichiarato che rimarrà presidente della Samb fino al termine del campionato. Questo significa che al termine del torneo la Samb sarà messa in vendita? «Per il momento non pensiamo a questo. Ieri, sul campo, abbiamo conseguito un risultato molto importante che ci stimola ad andare avanti nella nostra direzione».

Mi scusi se torno sull’argomento, ma l’esperienza di Agnello ha un po’ scosso l’ambiente sambenedettese. Qualcuno pensa di costituire una cordata di imprenditori locali…«Io però ripeto che per il momento questo è un argomento che non ci interessa».

Verrà a San Benedetto in settimana? «Sì, ma non so ancora in quale giorno. Dovrò vedere quando riuscirò a liberarmi dai miei impegni».

E suo figlio Alessandro, tornerà in Italia (ricordiamo che è da un paio di mesi a Santo Domingo)? «Come no. Potrebbe rientrare in Italia già a fine mese».

Riconosciamo in lei il proprietario di fatto della Samb Calcio. Tuttavia Agnello anche ieri ha voluto commentare il risultato della Samb. «Agnello non ha rappresentato mai nulla per la Samb», taglia Luciano Gaucci, che poi, sotto nostra sollecitazione, aggiunge: «No, non mi va di parlare di Agnello, io di certe persone non parlo».

Come giustifica tuttavia la ‘tentata vendita’ della Samb ad Agnello, dato che con un minimo di ricerche è facile scoprire che non ha la solidità finanziaria necessaria? «Sa, nella vita si può sbagliare. Tutti possiamo sbagliare. Si dice che è grande “chi cade e ha la forza di rialzarsi”, no?»

Giusto. La aspettiamo a San Benedetto.

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