Acquista collane d’oro, come regalo per il compleanno della moglie, in tre oreficerie di San Be-
nedetto. Gli assegni consegnati in pagamento tornano protestati, risultano, infatti, far parte di un blocchetto rubato. Il napoletano P.C. è finito così alla sbarra con l’accusa di truffa e ricettazione.
Nell’udienza che si è tenuta al Tribunale di San Benedetto, ha testimoniato l’ex datore di lavoro dell’uomo, un rappresentante di preziosi dell’Isola della Maddalena, che aveva assunto P.C., cono-
sciuto tramite il cognato, come autista. Il compito dell’uomo, secondo il rappresentante, era quello di accompagnarlo durante le visite ai clienti di varie regioni, tra cui Marche e Abruzzo.
Ed è proprio nell’occasione delle visite fatte agli orefici di San Benedetto, alcuni dei quali già suoi clienti, che l’uomo avrebbe presentato P.C. quale suo collaboratore. Questa conoscenza era stata, successivamente, una garanzia per i tre gioiellieri, che fidandosi del rapporto di collaborazione tra i due, avevano accettato gli assegni, per complessivi dieci milioni delle vecchie lire.
Secondo la testimonianza dell’uomo, P.C. lo aveva impietosito, raccontando una storia di malattia del figlio. Con questa scusa si era fatto prestare cinque milioni di lire, in cambio di un ulteriore assegno, anche questo tornato impagato.

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