Lunedì 23 settembre presso lo studio di un notaio romano si è svolta una assemblea straordinaria della società con il seguente ordine del giorno: ripianamento delle perdite di esercizio, azzeramento del capitale sociale, recesso del socio Luciano Gaucci, ingresso del nuovo socio-proprietario Francesco Agnello, conseguente rivalutazione del capitale con il contestuale immediato versamento – da parte dello stesso nuovo socio Agnello – dei 3/10 del nuovo capitale sociale (cioè il 30% di 51 mila Euro di euro, pari a 15.300 euro) così come prescritto dalla legge. Ma il Collegio sindacale della società avrebbe tempestivamente segnalato che “c’era qualcosa di non chiaro” in questa sequenza di operazioni societarie.

A questo punto il notaio incaricato di procedere al rogito correttamente ha ritenuto che non ci fossero gli estremi per l’omologazione del verbale e la sua trascrizione nel Registro delle imprese, ed ha quindi deciso di rimettere gli atti agli amministratoti affinché fossero loro a chiedere l’omologazione del cambio di proprietà al Tribunale di Ascoli Piceno qualora Gaucci volesse comunque insistere nella vendita della Società.

Ora il Tribunale procederà solo a condizione che tutto, prima, sia in ordine. Altrimenti la vendita diventerà nulla e Gaucci resterà proprietario come tuttora è. Solo che prima, però – pena una sanzione penale – dovrà ripianare a sue spese il bilancio della società rossoblu.

Due restano gli interrogativi a questo punto.

1. Perché il bilancio della Samb è in perdita? Dove sono finiti i soldi?

2. Se Gaucci, di fatto è sempre rimasto il legittimo proprietario della Samb, giovedì 3 ottobre cosa è andato a depositare Francesco Agnello a Firenze (come ha fatto dire dall’Agenzia AdnKronos) presso l’Ufficio iscrizioni della Lega Professionisti di Serie C?

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