Ulivo, chi l’ha visto? Non stiamo trattando un misterioso caso di cronaca, ci occupiamo solo d’un fenomeno d’ordinaria ‘invisibilità’ politica. Il soggetto di cui cerchiamo disperatamente notizie è la minoranza locale: il centrosinistra, insomma, quella coalizione che, all’indomani della sconfitta elettorale del 27 maggio 2001, aveva promesso: “Faremo un’opposizone dura e intransigente”. A più di un anno dal proclama battagliero, siamo ancora in attesa di tracce palpabili dal fronte Ulivo.

A parziale giustificazione della prolungata assenza del centrosinistra c’è un’attenuante generica: anche l’Ulivo nazionale sembra colpito dal ‘virus’ dell’invisibilità. Occorre rilevare, però, che la perenne litigiosità di Rutelli & c. per assurdo costituisce un piccolo segno di vitalità. In città, invece, l’opposizione trascina stancamente la sua azione politica in sede consiliare ed extraconsiliare. Le ultime tracce della minoranza risalgono ai giorni della protesta in difesa della Palazzina Azzurra, culminata con un girotondo (caffettiere alla mano) intorno al luogo simbolo della cultura sambenedettese. Per il resto, ricordiamo solo sporadiche interrogazioni al Sindaco di qualche solerte consigliere della minoranza. Davvero poco.

Ora, è opportuno interrogarsi sul futuro che attende l’opposizione locale. L’orizzonte si presenta quanto mai fosco. Presto detti i motivi che giustificano tanto pessimismo: l’incapacità di portare avanti un programma politico-amministrativo realmente alternativo a quello della maggioranza, l’atavica mancanza di un leader, l’assenza della ‘spinta propulsiva’ dei partiti. Se è vero che anche l’azione dell’Amministrazione comunale non appare irresistibile, è altrettanto vero che la minoranza non può continuare a vivacchiare in eterno confidando nei passi falsi altrui. O si cambia o si muore.

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