I tifosi soffrono per le intricate vicende societarie della Samb: a chi appigliarsi per coltivare la speranza di un futuro più sereno? Ai giocatori? Alla fortuna? Macchè, c’è il sindaco Martinelli, nuovo portabandiera dei malumori della piazza rossoblù. Lungi da noi mettere in dubbio la buona fede del primo cittadino, anzi, diciamo di più: stiamo apprezzando la sua sensibilità alla causa della Samb. In questi giorni di grande incertezza, infatti, la presenza costante di Martinelli è fonte di sollievo per i preoccupatissimi tifosi. Ci è piaciuta, in particolare, la sua fermezza nel chiedere spiegazioni ai due contendenti (Gaucci ed Agnello, naturalmente) in merito al ‘pastrocchio’ combinato con la cessione della società.

È indubbio che l’affettuosa ed improvvisa corrispondenza d’amorosi sensi tra il popolo rossoblù e il sindaco giovi all’immagine popolare di quest’ultimo, solitamente piuttosto lontano dalle luci della ribalta. Qualcuno magari penserà che tanto amor patrio faccia parte di una precisa strategia politica, ma, come c’insegna sua Presidenza Silvio Berlusconi (proprio ieri il premier ha assistito gaudente alla roboante vittoria del Milan sul Torino: solo un caso?), tutto fa brodo. Qualche altra voce maligna sussurra che dietro le tempestive mosse del sindaco si celi lo zampino del suo vice Pasqualino Piunti, tifosissimo rossoblu, nonché stimato esperto di calcio. Chiacchiere e niente più.

Esauriti i doverosi riconoscimenti al primo cittadino, esprimiamo un piccolo rammarico: perché Martinelli non riversa tanta passione nella guida della città? Peccato davvero, un pizzico di ‘polso’ in più non farebbe male all’Amministrazione comunale. Non si può avere tutto dalla vita: speriamo almeno che il sindaco dia seguito alla sua preziosa opera di mediazione per la Samb. Non mollare mai.

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